Autore:
Danilo Chissalè

AUDACE Correva l’anno 1978, Honda decise di scrivere la storia con una moto mai vista prima: la CBX, prima moto al moto al mondo spinta da un propulsore a 6 cilindri in grado di produrre circa 100 cv, valore strabiliante per l’epoca. A distanza di 40 anni dal suo debutto la CBX potrebbe tornare, ovviamente spinta da un motore a 6 cilindri. A farci sognare è il disegno brevettato depositato da Honda che mostra una moto dalle linee retrò equipaggiata proprio con un sei in linea. Possiamo sperare di vederla su strada? Forse, ecco perché sì, perché no e come sarà realizzata.

COMPATTO Il fulcro di questo inatteso ritorno è ovviamente il motore. Guardando i disegni la prima cosa che salta all’occhio è l’ingombro ridotto, proprio come la sua antenata. Ciò è possibile grazie al minore ingombro del raffreddamento a liquido e alla compattezza dei cilindri. Anche la trasmissione contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo essendo impilata, l’unico elemento che lascia perplessi è l’enorme starter, ma trattandosi di un disegno CAD in futuro potrà certo migliorare.

QUEL DETTAGLIO Uno dei tratti distintivi dell'originale CBX erano i sei cromatissimi tubi di scarico che scendevano dai cilindri in due terzetti per poi finire nei due terminali. Il nuovo design sposta ancora più in alto l’asticella, con ogni set di tre tubi che porta in un catalizzatore (all’epoca non necessario) per poi uscire con un terminale a tre tubi sovrapposti davvero scenografico. Un omaggio alla RC166 - e al grande rivale di Honda degli anni '60, MV Agusta, i cui tubi spesso avevano quella curvatura alla fine. Personalmente lo adoro, Honda non fare scherzi…

TELAIO E CICLISTICA Detto del cuore, passiamo ora allo scheletro della futura CBX. Il telaio è in tubi, ad esso è saldato il telaietto reggisella che nonostante il look da monoposto ospita le pedane per il passeggero e l’attacco del forcellone doppio braccio. Il reparto sospensioni sembra prevedere soluzioni di qualità, la forcella ha steli rovesciati di dimensioni generose, ai piedi di essi agiscono pinze a 2 pistoncini con attacco radiale.

FAMIGLIA N.S.C Come si addice ad ogni operazione nostalgia il design non poteva che essere ispirato al passato, senza però tralasciare piccoli dettagli Hi tech come i fari full LED che caratterizzano la nostra epoca. Lo scorso anno Honda ha dato vita al progetto N.S.C. (Neo Sport Cafè) dal quale sono nate le nuove CB 1000 e le piccoline 125 e 300, la CBX, con le sue linee retrò, andrebbe ad ampliare la famiglia.

PERCHE’ SI? Perché se non adesso quando? Il boom vitage, cafè racer, scrabler etc è scoppiato già da qualche anno e, come per la moda, anche le moto vivono di cicli. La possibilità di ampliare la famiglia delle NSC, che ben ha impressionato lo scorso EICMA, è un altro valore aggiunto. Un altro si arriva dal fermento tecnologico di questo periodo: moto turbo, moto elettriche e, perché no, moto a sei cilindri.

PERCHE’ NO? Perché per passare dal disegno al prodotto finito ci vuole tempo. Ad onor del vero Honda è sempre stata molto celere a trasformarlo in realtà, ma questa volta è diverso, non basta montare un motore già esistente dentro ad un telaio modificato, la CBX è un progetto tutto nuovo con i dovuti tempi tecnici di industrializzazione. All’epoca il declino del sei cilindri avvenne quando le rivali con motori più piccoli e meno ingombranti riuscirono ad eguagliarne le prestazioni. Ad oggi nessuno, se non Honda e BMW per due maxi tourer, usa un motore a sei cilindri e forse un motivo ci sarà… Al momento Honda non fa trapelare ulteriori indiscrezioni, sicuramente qualcosa bolle in pentola… Arriverà un video teaser a settembre in vista di Intermot ed Eicma? Forse, vi terremo aggiornati


TAGS: honda moto honda honda 6 cilindri nuova honda cbx nuova honda cbx 6 cilindri brevetto honda