Autore:
Danilo Chissalè

L’AVRESTI MAI DETTO? Un anno fa, di questo periodo, tutte le riviste di settore esclamavano: “Rivoluzione Ducati, Ducati cambia le carte in tavola, La nuova Panigale V4 farà saltare il banco!” Tanto clamore era giustificato da un cambio di filosofia epocale (l’abbandono del bicilindrico sulla sportiva di casa), un motore di stretta derivazione corsaiola e un’estetica da fare invidia anche alla Venere di Botticelli. A distanza di un anno e lontano da quel clamore, cosa è successo? Il banco è saltato? Me lo sono chiesto anche io, ancora ubriacato dall’esperienza del WDW e della Race of Champions, gara che ha visto i piloti Ducati sfidarsi in pista proprio in sella a delle Panigale V4S. Al netto dei commenti di fan e detrattori del marchio, che sono classificabili come chiacchiere da bar, una sola cosa conta al giorno d’oggi, specialmente per chi le moto le produce: le vendite.

STRABILIANTI Poco tempo fa mi sono imbattuto proprio in quelle della Panigale: sono rimasto strabiliato. Da gennaio 2018 ad oggi sono state vendute più di 740 Panigale V4. Per contestualizzare questo dato vi basta sapere che la Panigale è al 20 posto delle moto più vendute in Italia, la sua rivale più vicina è la Yamaha YZF-R1 al 72° posto con 240 moto vendute, le altre sono fuori classifica. Certo, i numeri non sono quelli strabilianti delle enduro stradali, ma in un segmento dato per spacciato, l’arrivo della Panigale ha dato nuova linfa vitale, stimolando le concorrenti a fare di meglio come testimoniano i rinnovi di modelli ormai vecchiotti come BMW S1000RR e Kawasaki Ninja ZX-10-R.

LA RICETTA Se ampliamo il campo a livello globale i numeri del successo sono ancor più strabilianti, la stima è di circa 7.000 moto vendute all over the world. La Panigale piace in Europa, ma conquista anche gli appassionati americani, gli emiri arabi, i potenti cinesi e pure gli Indiani che oltre alla moto volevano acquistare tutto il marchio. La Panigale è un successo del Made in Italy globale, come la pizza, ma se di quest’ultima gli ingredienti sono noti, quali sono gli ingredienti del successo Ducati? Provo ad indicarli.

DA MUSEO Il primo, nonché quello che tutti possono assaporare è senza dubbio la bellezza. Le sue linee muscolose e nette sono semplici ed eleganti, e mentre i rivali si arrovellano per far somigliare le loro moto ad improbabili robot da grafic novel, lei fa sfoggio di linee pure come il cerchio di Giotto. Se potessi scommettere oggi 100 euro sulla moto dei giorni nostri che si trasformerà in un classico, i miei soldi andrebbero su di lei.

RACE REPLICA Il secondo è la sua scheda tecnica, fuori categoria per tutte le rivali. La Panigale V4 fa segnare il record in termini di potenza, coppia, peso e tutti quei dati che tanto piacciono agli amanti delle sportive. Poi c’è la ciclistica raffinata e composta di elementi di assoluto valore, in alcuni casi unici, come per le pinze Brembo Stylema e le gomme sviluppate apposta per lei. E per finire un’elettronica davvero sofisticata che permette di regolare ogni parametro della moto: dal freno motore passando per traction control, mappature, slide control e via discorrendo. Certo raggiungere il setting ottimale potrebbe essere più complicato del previsto, come sfruttare il suo enorme potenziale che è rimasto inespresso anche nelle mani di piloti esperti e giornalisti nelle varie comparative.

FOGLIOLINA E per finire, quasi come la fogliolina di basilico sulla margherita (chi mette l’origano sulla pizza compie un crimine contro l’umanità) una spolverata di fascino e passione Ducati. Già, il fascino esercitato dalle rosse di Borgo Panigale è magnetico, e la passione del popolo ducatista verso il brand è senza limiti. Come spieghereste se no le vendite di una moto che costa più di ogni sua rivale, che sulle prime è più difficile da portare al limite e che tra i cordoli del mondiale non ha ancora debuttato?

LA VOGLIO Se dopo aver letto gli ingredienti volete procedere all’ordinazione di questo piatto succulento vi serviranno circa 22.590 euro per la standard, 27.890 euro per la più raffinata S dotata di sospensioni elettroniche e cerchi marchesini forgiati e 39.900 per la Speciale, il top di gamma. Per quest’ultima c’è da attendere un po’, circa due mesi, ma ne vale la pena. Se proprio non siete ancora convinti, Ducati vi da la possibilità di fare un “assaggio” nell’ultima tappa del DRE, la scuola guida della Casa di Borgo Panigale. Per la stessa cifra della Speciale, Ducati propone la Panigale 1299 Final Edition ultima dotata di bicilindrico. Voi cosa prendereste? L’ultima discendente di un epoca leggendaria o la prima di una nuova era?

 


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