Pubblicato il 06/07/20

EMENDAMENTO SPARITO Il presidente di ANCMA Paolo Magri si dice stupito di una “decisione che prende in contropiede il mondo delle due ruote”. Si tratta del ritiro di un emendamento al Decreto Rilancio, depositato dall'onorevole Nobili (Italia Viva), che prevedeva alcune importanti modifiche al codice della strada. In particolare, con questo emendamento sarebbero stati introdotti: la strada urbana ciclabile (estesa anche ai tratti extra-urbani), il doppio senso ciclabile, norme specifiche per le corsie bus e biciclette, la definizione delle zone scolastiche e la regolamentazione dell'accesso in autostrada di tricicli basculanti omologati L5e.

PROBLEMI BUROCRATICI Non si tratta di una bocciatura al testo dell’emendamento, che era stato approvato in Commissione e aveva incontrato il parere favorevole del Ministero dei Trasporti, quanto di un problema di tempi burocratici, che ha di fatto costretto a chiudere i lavori prima di poter discutere questo e altri numerosi emendamenti. La sparizione dell’emendamento rischia di rendere inefficaci e poco utili le riforme alla viabilità su cui molti comuni italiani stanno già lavorando. Non è un caso che a esprimere la loro preoccupazione siano state ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) insieme, perché le misure previste erano “destinate a favorire lo sviluppo di una mobilità urbana green e l'utilizzo di biciclette e motoveicoli a tutto vantaggio dell'ambiente e della sostenibilità”.

Stop al decreto sulle piste ciclabili: gli scenari

LA DIREZIONE ERA QUELLA GIUSTA Marco Granelli, Assessore alla Mobilità del Comune di Milano, nella nota pubblicata da ANCI auspica la ripresa della discussione degli emendamenti bocciati: “Siamo stupiti e preoccupati del fatto che i lavori parlamentari relativi all’art. 229 del Dl Rilancio non stanno andando nella direzione giusta. Si auspicava una importante presa di posizione in favore di una mobilità realmente sostenibile, con interventi normativi attesi da anni nei confronti della mobilità ciclabile, che garantissero maggiore diffusione e soprattutto maggiore sicurezza ai fruitori delle due ruote nelle nostre città”.

PICCOLI MA IMPORTANTI PASSIQuelle contenute nell’emendamento 229.95 Nobili non sono norme rivoluzionarie”, ha dichiarato il Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti. “Si tratta solo di norme di civiltà per recuperare il divario che separa il nostro Paese dagli altri Stati europei in tema di mobilità sostenibile”.

Bonus bici, basta lo scontrino parlante

NON TUTTO È PERDUTO In una nota pubblicata sabato, il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera Diego De Lorenzis (Movimento 5 Stelle) ha fatto sapere che “le misure per la mobilità ciclistica saranno riproposte nel prossimo provvedimento utile, atteso che a Luglio è previsto in aula l'esame sulle modifiche al Codice della Strada”. Se ne dovrebbe parla nuovamente nei prossimi giorni, insomma. Vedremo se sarà davvero così.

NESSUN PROBLEMA PER IL BONUS BICICLETTE Rimane confermato il bonus per chi acquista biciclette (anche elettriche), monopattini e altri dispositivi per la micro-mobilità, pur nella serie di ritardi e intoppi che stanno rallentando l'entrata in vigore delle procedure per ottenere il rimborso. Da questo punto di vista, ci aspettiamo entro la fine della settimana che il Governo dia una risposta definitiva sulla diatriba tra fatture e scontrini, e soprattutto una tempistica certa sull'introduzione delle procedure per accedere al bonus vero e proprio.


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