Autore:
Francesca Mondani
Pubblicato il 09/02/2016 ore 15:42

PROMETTE BENE Il countdown al campionato 2016 MotoGP è già sceso sotto i 40 giorni e i test di Sepang hanno scoperto i nervi tesi di una stagione che si preannuncia davvero convulsa. Tante le novità, tra il passaggio alle gomme Michelin e la nuova elettronica ma anche, per molti piloti, il bisogno di ritrovare conferme e consensi perduti. Insomma, sono tanti i conti lasciati aperti dal precedente Campionato e tante anche le incognite celate dalla nuova stagione MotoGP 2016. Vediamo insieme i punti critici emersi finora.

ESORDIO MICHELIN FRA LUCI E OMBRE Loris Baz deve aver ringraziato gli spiriti dei suoi avi di essersi rialzato completamente illeso, dopo essere volato via dalla sua moto lanciata a 290 km/h su rettilineo. L'esplosione dello pneumatico posteriore, dovuta probabilmente a una perdita di pressione, avrà due principali ripercussioni sul prossimo mondiale: il ritiro della mescola più morbida dalla dotazione di tutti i team e l'introduzione di sensori elettronici per il monitoraggio in tempo reale della pressione delle gomme; per quanto riguarda la seconda novità, approvata in tutta fretta da FIM e Dorna, questa sarà resa operativa fin dal primo appuntamento della stagione (Gran Premio del Qatar, 18-20 marzo 2016). Incidente di Baz a parte, alcuni piloti hanno lamentato poco feeling con lo pneumatico anteriore ma si sono detti grossomodo contenti del feedback ricevuto dai nuovi pneumatici Michelin.

LA CENTRALINA UNIFICATA Più travagliato, invece, il passaggio alla nuova elettronica unica, perlomeno per Honda, che fino al 2015 aveva usato centralina e software proprietari. Per Ducati e Yamaha il passaggio è stato invece più liscio - risultato abbastanza scontato, dato che la centralina utilizzata finora dai due team era proprio quella della Marelli; le difficoltà si sono concentrate piuttosto nell'utilizzo del nuovo software di gestione MotoGP, che consente regolazioni meno precise rispetto al passato. Questa problematica risulta condivisa anche dal team Suzuki, alle prese anche con un nuovo cambio seamless. Chi tutto sommato sembra essere indifferente alle novità di regolamento è Jorge Lorenzo, l’unico ad aver infranto la soglia dei 2 minuti nei test di Sepang.

IL RITORNO DI BASTONER Non si può parlare davvero di una sorpresa, ma la notizia fa paura a più di un pilota: nonostante la lunga assenza dalle piste, nei test di Sepang Casey Stoner ha dato filo da torcere a molti. Al terzo giorno di prove si è piazzato 5° davanti a tutti gli altri ducatisti. È veloce come nel 2007 ed esattamente come nel 2007 non si sbilancia in commenti: fa il modesto ("slowly getting used to the Ducati motor and Michelin tyres", scrive in un tweet) e ignora chi vorrebbe una risposta sul suo vociferato ritorno ufficiale in MotoGP. Ma va forte, è ancora culo-e-camicia con la Desmosedici, e non sono soltanto Iannone e Dovizioso a temerlo. Di sicuro in Honda si stanno mangiando le mani, dopo avergli chiuso la porta in faccia per l’aut aut dell’anno scorso di Marc Marquez. Qualcosa bolle certamente in pentola e non vediamo l’ora di sapere cosa.

OLTRE LO SPORT Se Lorenzo ha messo a tacere le malignità dimostrando con i fatti di meritare il titolo di Campione del Mondo, c'è chi invece l'ha presa con meno sportività. Parliamo di Marquez e Rossi, che hanno spostato la loro diatriba sul piano degli sponsor: è stato infatti troncato il contratto per lo sviluppo e la vendita di tutto il merchandising ufficiale dei fratelli Marquez precedentemente affidato all'azienda VR46 Racing Apparel, di cui Rossi è unico amministratore. Siamo a un punto di completo non ritorno; difficilmente vedremo di nuovo l’italiano e lo spagnolo scambiarsi cortesie in sala stampa.

TEAM E PILOTI MOTOGP 2016 Vediamo adesso nel dettaglio team e piloti della nuova stagione della MotoGP: Marc Marquez e Daniel Pedrosa correranno sempre per il team Repsol Honda ufficiale; il team privato Marc VDS si arricchisce invece della new entry Tito Rabat (Campione del Mondo Moto2 2014), unico esordiente del campionato, che affiancherà il giovanissimo Jack Miller, mentre Cal Crutchlow cercherà di difendere la sua traballante posizione nella squadra di Lucio Cecchinello; in Yamaha ufficiale rimangono i divorziati in casa Jorge Lorenzo e Valentino Rossi, mentre il team Monster Tech 3 si comporrà di Bradley Smith e Pol Espargaró. Ducati conferma Andrea Dovizioso e Andrea Iannone; Danilo Petrucci e Scott Redding (team Pramac), così come Héctor Barberá e Loris Baz (Avintia Racing), avranno invece a disposizione una Ducati in configurazione Open. Dopo 4 anni di stop riprende poi via la collaborazione fra Ducati e team Aspar, per cui correranno Yonny Hernandez ed Eugene Laverty. Le sorti di Aprilia sotto la nuova direzione del team Gresini saranno invece affidate ad Àlvaro Bautista e Stefan Bradl. Completano il quadro Maverick Viñales e Aleix Espargaró (Suzuki Ecstar).


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