Pubblicato il 05/06/20

V4 ESTREMA 224 CV, 159 kg, 50 kg di deportanza a 270 all'ora. Questi sono i numeri - già noti ma comunque incredibili - della Ducati Superleggera V4, recentemente entrata in produzione a Borgo Panigale. Che poi, giusto per essere precisi, i CV con scarico Akrapovic diventano 234, mentre il peso a secco in configurazione racing scende a 152 kg. Poco importa, comunque, perché a parlare è ora colui il quale l'ha svezzata in pista, il collaudatore Ducati Alessandro Valia che, mentre ha sviluppato Panigale V4 e Streetfighter V4 2020, ha rivelato a Motorcyclenews qualche aneddoto sulla Superleggera V4.

IL TELAIO Valia parla del telaio della V4 Superleggera, ereditato dalla precedente Superleggera V2 ma sul quale si è voluti intervenire per renderla più guidabile: ''Sebbene la precedente Superleggera fosse molto leggera, era un po' rigida. Volevamo che cambiasse, quindi abbiamo prima lavorato sul telaio principale per ridurne la rigidità e guadagnare flessibilità, così da dargli un sapore diverso, affinché fosse più amichevole. Questa filosofia è stata presa dall'esperienza in MotoGP e Superbike: abbiamo ridotto la rigidità torsionale del telaio, il che ci ha permesso di migliorare molto in termini di sensibilità della ciclistica. È migliore su dossi e curve, e più facile a centro curva''.

LE ALI AERODINAMICHE Anche per quanto riguarda l'aerodinamica Ducati ha tracciato una nuova rotta, ereditando la tecnologia dal mondo delle corse e portandola sui modelli stradali. Ecco come commenta le ali aerodinamiche il tester Ducati: ''Le ali sono le stesse dei Desmosedici GP16 del 2016. Quando le ho provate per la prima volta sono state davvero impressionanti, è stato incredibile. Al Mugello la moto era davvero stabile e precisa e non impennava, soprattutto sullo scollino dopo il traguardo. Ma erano anche più impressionanti a Portimao. Lì c'è una cresta all'inizio del rettilineo e ogni moto impenna in quel punto, quindi devi chiudere l'acceleratore. Ma con questa moto, no. Ci arrivi a oltre 270 chilometri all'ora e l'anteriore non sale. È incredibile: le ali generano 50 kg di carico aerodinamico a quella velocità. L'unico aspetto negativo che abbiamo con queste ali è una leggera mancanza di agilità, ma su questa moto l'agilità non è un grosso problema (152 kg a secco)''.

Valia sulla Superleggera V4 a Portimao

IL MOTORE Il motore della Superleggera V4 è di base quello della Panigale V4 R da 998 cc (differentemente da quello della V4 stradale, da 1.103 cc) che, come spiega Valia, è stato ulteriormente migliorato:''Abbiamo iniziato con il motore della V4 R e ridotto il peso di alcuni componenti interni, ma la grande differenza è la gestione del motore. Abbiamo cambiato la filosofia su questa moto, così come per la Panigale V4, V4 S e Streetfighter V4 del 2020, con una nuova mappatura, quindi è più gestibile e amichevole quando il pilota chiede potenza. Ho sviluppato la mappatura e l'elettronica con i nostri ingegneri in pista: quando guido e sento qualcosa di cui voglio parlare in seguito utilizzo il pulsante di avvio del motore per contrassegnare un punto sui dati. Una volta tornato in garage controlliamo questo punto e troviamo esattamente ciò che dobbiamo migliorare. In genere non faccio più di cinque giri alla volta. Quando sei abituato a guidare molto puoi dire rapidamente quando qualcosa non funziona, senti immediatamente eventuali cambiamenti. Questo può richiedere molto tempo, ma il risultato finale è abbastanza buono''.

LA CARRIERA Valia ha vinto il campionato Superstock italiano nel 2002 (con una wildcard nel WSB) e ha iniziato i test per Ducati nel 2003 con la 999 SBK con la quale Neil Hodgson vinse il mondiale in quello stesso anno. Nel 2007 è passato a collaudare le moto di produzione, in primis con la Desmosedici RR, replica stradale della versione MotoGP. ''Come pilota collaudatore è un sogno sviluppare una moto come la Superleggera V4. Peso, potenza e tempi sul giro sono simili a quelli della nostra superbike. In realtà, il peso è forse un po 'più basso, specialmente con i cerchi in carbonio: è davvero avvertibile quanto sia più facile guidare con questi. Sulla Superleggera V4 ci sono molti componenti come questi che fanno la differenza. Spesso testiamo con i team WSB e MotoGP al Mugello o a Valencia e i tempi sul giro sono abbastanza vicini perché il motore non fa una grande differenza. Guido spesso la superbike, ma non c'è tempo per la MotoGP, tutte le volte diciamo 'Forse la prossima volta'. Ma vorrei guidarla per un giorno intero, non uno o due giri, per abituarmi a pneumatici e freni''.

Fonte: Motorcyclenews


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