Autore:
Paolo Sardi

CIAK, SI GIRA 180 miglia orarie, 67 fratture, 2 titoli mondiali e una sola leggenda: sono questi i numeri snocciolati durante il trailer del film "Sheene", realizzato a quattro mani dalla IO Films Australia e dalla Deep Spring Pictures UK. Non serve essere Sherlock Holmes per capire come la pellicola sia dedicata proprio a Barry Sheene, il primo pilota di moto capace di diventare popolare e leggendario come una rockstar grazie al suo carisma,  Neppure Agostini, che negli anni precedenti ai trionfi dell'inglese aveva fatto incetta di Mondiali, era mai arrivato ad avere tanta popolarità.

UNICO E INIMITABILE Difficile, forse impossibile spiegare in poche parole il fascino di Sheene. Per lui parla prima di tutto il coraggio smisurato, quello che per esempio lo faceva partire per ultimo, a motore acceso, dalla corsia box, quando le gambe, rimesse assieme alla bell'e meglio in sala operatoria, non gli permettevano di accendere la sua 500 a spinta, come tutti gli altri. Una carriera, la sua, segnata dalla sfortuna, la stessa di Paperino, che aveva puntualmente effigiato sul suo casco. A rendere Sheene unico erano anhce le sue passioni: Rolls-Royce e vita mondana, alcool e sigarette, che arrivava talvolta a fumare anche sulla griglia di partenza, grazie a un buco fatto apposta nella mentoniera del casco. La ciliegina sulla torta? Una moglie bellissima, Stephanie McLean, uscita - e non solo per modo di dire - dalle pagine di Penthouse. Dopo aver passato l'infanzia a giocare con una Suzuki nera, rossa e gialla con il numero 7 sulla carena, non mi perderò di certo questo film...


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