CAMOUFLAGE Si chiama Safety Tutor, non si chiama "Terminator". Come suggerisce il nome, la sua funzione è quella di tutelare la sicurezza stradale degli automobilisti, educandoli e accompagnando loro verso una condotta di guida il più possibile conforme alle norme di circolazione. Non quella di vessarli. Se la presenza di un apparato Tutor non viene segnalata in maniera trasparente, confondendola ad esempio con lo stesso avviso del "fratello" autovelox, la sua ragione di esistere acquista un significato diverso. Cioè una logica patrimoniale captatoria. Indi, se vieni multato hai diritto a ricorrere.

A CIASCUNO IL SUO Il Giudice di Pace di Terracina, provincia di Latina, ha il mese scorso accolto il ricorso per una sanzione elevata da un dispositivo Tutor, preceduto tuttavia dal cartello solitamente impiegato per segnalare la presenza di un comune autovelox per rilevamento della velocità istantanea, anziché della velocità media tenuta in un determinato tratto di strada. La sentenza, datata 18 dicembre 2017, ha origine dal principio secondo il quale Tutor e autovelox, intesi come strumenti di misurazione del comportamento degli utenti del traffico, accertano ciascuno due parametri diversi. E a seconda della cartellonistica antecedente la postazione, la condotta degli automobilisti verrà a sua volta influenzata in modo differente.

DECELERO ERGO SUM Mentre infatti un dispositivo autovelox rileva la velocità di un mezzo in modo puntuale, entro coordinate spaziotemporali ben precise, insomma registra la velocità istantanea trascurando quel che avviene prima e dopo, al contrario il Tutor esegue il rilevamento in due frangenti diversi: alla cosiddetta porta di ingresso, e in seguito alla porta di uscita. Facendo affidamento sulla presenza di autovelox tradizionale, ignaro invece di essere monitorato fino al rilevamento successivo, l'automobilista sarà indotto a decelerare in prossimità dell'apparecchio, e ad accelerare nel tratto intermedio. Per poi, nuovamente, ridurre la velocità in corrispondenza di quello che in realtà non è un altro autovelox distinto, bensì la porta di uscita del medesimo sistema Tutor.

TRAVESTIMENTI PERICOLOSI L'equivoco non solo, secondo il Gdp che ha pronunciato la sentenza, trae in inganno l'automobilista e lo spinge ad adottare un comportamento di guida innaturale, oltre a sottoporlo eventualmente a politiche di cassa da parte delle amministrazioni locali. Ma anche, il travestimento di apparato Safety Tutor in dispositivo autovelox avrebbe persino l'effetto di incrementare la probabilità di incidenti, specialmente laddove il tratto intermedio sia altamente pericoloso. Un consiglio? Rispettare i limiti di velocità. Qualunque cartello vi si pari innanzi.


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