Pubblicato il 11/01/21

MOONWALKER Charles “Charlie” Duke, pilota del modulo lunare di Apollo 16 (Orion), è il decimo astronauta ad aver messo piede sulla luna e uno dei pochi uomini ad aver guidato il Lunar Roving Vehicle (LRV) - un veicolo elettrico innovativo davvero molto avanzato per l’epoca. Eppure, fino a poco tempo fa, questo arzillo ottantaseienne non aveva mai provato una BEV (Battery Electric Vehicle) qui sulla Terra. E così, per celebrare il 50° anniversario del primo sbarco dell’LRV sul suolo lunare, Duke si è messo al volante proprio di una Porsche Taycanla prima full-electric di Stoccarda.

Il pilota del modulo lunare Orion di Apollo 16 Charlie Duke

A SPASSO SULLA LUNA Charlie Duke ha ricoperto un ruolo fondamentale durante il Programma Apollo della NASA: la voce che scandisce le ultime fasi dell’allunaggio di Apollo 11 e del modulo lunare Eagle pilotato da Neil Armstrong è proprio la sua. Quando nell’aprile del 1972 Duke discese insieme al Comandante di Apollo 16 John Young sull’altopiano Descartes, divenne la decima persona nella storia dell’umanità a mettere piede sul nostro satellite. Duke e Young trascorsero oltre 70 ore sulla luna, conducendo numerose missioni di ricerca e una valutazione approfondita delle potenzialità dell’LRV. ''A mio avviso, il rover è stata la prima vera auto elettrica, robusta e affidabile'', afferma Duke. “Aveva due batterie da circa 100 ampere l’una. Ogni ruota disponeva di una sospensione indipendente e il battistrada delle “gomme” era fatto di un apposito intreccio metallico in titanio, che scavava letteralmente nella polvere, offrendo così una trazione davvero molto buona''.

SCHEDA TECNICASulla Luna l'auto pesava solo 80 libbre (36 kg) […] Così l'abbiamo sganciata dal LEM, abbiamo rialzato i sedili, premuto l’interruttore di accensione e siamo partiti''. Prima dell’LRV, gli astronauti potevano spingersi fino al massimo a 400 metri dal luogo dell’allunaggio, ma con il rover si potevano percorrere comodamente dai 6 ai 7 chilometri e rivoluzionare così l’esplorazione lunare, permettendo agli equipaggi di catalogare campioni di zone remote. Lungo tre metri e largo quasi altrettanto, l'LRV utilizzava un telaio tubolare in alluminio a cui erano fissate sospensioni a doppio braccio oscillante su barre di torsione anteriori e posteriori, il tutto spinto da quattro motori elettrici da 0,25 CV l’uno. Niente volante sul rover, LRV si comandava infatti da un semplicissimo joystick. In totale, Duke e Young percorsero oltre 26 km con il loro LRV, spingendosi a 4,5 km dal modulo lunare e guidando per 3 ore e mezza. “Quando siamo ripartiti, abbiamo lasciato l'auto parcheggiata a poca distanza del LEM Orion, con la telecamera accesa per registrare il decollo. Il rover era estremamente affidabile e penso che anche oggi, se tornassimo lassù con due batterie, potremmo installarle, accenderlo e ripartire tranquillamente''.

Il Lunar Roving Vehicle di Apollo 16

AD ASTRA PER ASPERA Nonostante negli anni ’70 Duke abbia volato sul razzo più potente di sempre (Saturn V) e guidato un’auto elettrica innovativa, prima d’ora non si era mai messo al volante di un'elettrica terrestre. L’occasione gli è stata offerta da Porsche, che ha messo a disposizione del veterano NASA una Taycan per alcuni giri nel piccolo aeroporto privato di Austin, in Texas. Ecco le sue prime impressioni: ''Quaggiù sulla Terra non avevo mai guidato un'auto completamente elettrica. Per un’auto nuova applico lo stesso approccio che utilizzerei trovandomi al comando di un velivolo. Per prima cosa devo prendere visione di ogni singolo dettaglio: la visibilità, la disposizione dei comandi, la posizione dell’acceleratore e del freno. Taycan è davvero un'auto straordinaria e la sua tecnologia è di un ordine di grandezza superiore rispetto al vecchio rover di Apollo 16, mi sono divertito parecchio”. Parola di tester...spaziale.


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