Autore:
Marco Congiu
ARIA DI CASA Il mondiale WRC in terra sarda si è da poco concluso. A vincere è stata la Ford Fiesta di Ott Tanak, davanti alla Toyota Yaris di Jari-Matti Latvala e alla Hyundai i20 WRC Plus di Thierry Neuville. E proprio il costruttore coreano ha qualche dispiacere in più degli altri, dal momento che avrebbe potuto fare decisamente meglio sia con il belga - già vincitore nel 2016 in Sardegna - che con Hayden Paddon, a lungo dominatore della classifica sino ad un errore che ne ha compromesso il rendimento finale.
 
FATEMI SALIRE A BORDO Lunedì, quando la febbre del rally di Sardegna 2017 inizia ad affievolirsi, mi aspetta una sorpresa. Ma andiamo con ordine: arrivo sul terreno della Prova Speciale 16/18 del Rally, la Cala Flumini, chiusa in parte per l'occasione. Da lontano si scorge un capannone Hyundai al di sotto del quale si vede fin da subito la i20 WRC. Non è la Huinday i20 WRC Plus attualmente impiegata da Neuville, Paddon e Sordo, ma - detto tra noi - perché fare gli schizzinosi? Ho giusto il tempo di infilarmi nella tuta ignifuga, allacciare il casco e calarmi nell'abitacolo che mi trovo seduto alla destra di Dani Sordo, fortissimo pilota spagnolo: inizia lo spettacolo.
 
RISATE ISTERICHE Siete mai saliti a bordo di un'auto da corsa? Se la risposta è no, è un'esperienza che vi consiglio caldamente, soprattutto se - coe in questo caso - lasciate il volante ad un professionista con piena licenza di terrorizzarvi. L'accelerazione della Hyundai i20 WRC è micidiale. Senza nemmeno accorgermente, mi ritrovo con il cuore in gola e inizio a ridere consulsamente, senza praticamente controllo. L'adrenalina è spaziale, il cuore pompa come poche altre volte in vita mia. Uno sguardo alla strumentazione e un brivido mi corre lungo la schiena: mai avrei pensato di andare a oltre 180 km/h tra gli uliveti ed i muretti a secco della Sardegna!
 
PROFESSIONISMO VERO Dani Sordo è un vero professionista. Alle mie continue richieste - «Push! Push! Push! Grande, grandissimo! Race mode!» - spinge sempre di più. Non ho quasi nemmeno il tempo di accorgermi che infila un saldo dietro l'altro, mantenendo un controllo straordinario. Ride Dani sotto il casco, rido io a denti stretti. I primi 2,5 km volano letteralmente e arriviamo in un batter d'occhio al punto di inversione. La dinamica di guida della i20 WRC è un qualcosa di mai provato in vita mia: l'accelerazione è immediata, repentina grazie agli oltre 310 CV ed alla rapportatura ridotta. Il cambio a innesti frontali è incredibile e - soprattutto - suona davvero come una cannonata ogni volta che entra in azione. Ma sono la frenata e la facilità di guida a stupirmi: siamo su sterrato, sarebbe normale aspettarsi un'aderenza differente rispetto a superfici con maggior grip, ma la i20 WRC sembra viaggiare sui binari. L'auto frena davvero in un amen, quasi senza sottosterzo. 
 
«HAI TOCCATO?» «CHI, IO?» Il ritorno, se possibile, Dani spinge ancor più forte che all'andata, quasi senza risparmiarsi. Sordo è tra i piloti più spettacolari nel circuito del WRC: è uno spettacolo vederlo guidare su ogni superficie in cui è impegnato, anche grazie ad un'auto che lo supporta alla grande in ogni condizione. Usciamo forte da una curva - forse un pelo larghi - e il posteriore della i20 WRC tocca impercettibilmente un ostacolo sulla destra. Zitto Dani, zitto io. Il silenzio dura qualche secondo e ci si dimentica di tutto, tornando a divertirsi. Quando arriviamo al parco assistenza, ci si accorge di quanto successo. «Dove avete toccato?» ci chiedono con uno scherzoso tono inquisitorio. «Chi, noi? Non abbiam toccato nulla» rispondiamo quasi in coro...

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