Se pensi al circuito di Laguna Seca, c'è una piega del tracciato che ti viene in mente prima di tutte le altre: il Cavatappi (o Corkscrew, per dirla all'americana). Un tuffo cieco in discesa che ha regalato alcune delle pagine più spettacolari del motorsport mondiale. E se associ quella curva a un pilota in particolare, c'è un nome che spunta naturale prima di tutti gli altri: Alex Zanardi.
A trent'anni da una delle manovre più folli, audaci e geniali mai viste su quattro ruote, la pista californiana ha deciso di rendere ufficiale ciò che per gli appassionati era già evidente, intitolando la sua curva più iconica al campione bolognese.
''Il Sorpasso'' del 1996: quella staccata entrata nel mito
Per capire il senso di questo tributo bisogna fare un piccolo salto indietro nel tempo, fino alla gara conclusiva del campionato CART 1996. Mancano pochi giri alla bandiera a scacchi e Alex si trova in seconda posizione, incollato agli scarichi della Reynard di Bryan Herta. Di spazio per tentare un attacco vero e proprio non ce n'è, ma Zanardi non è certo tipo da accontentarsi di un piazzamento di rincalzo.
Arrivato all'ultimo passaggio nella staccata del Cavatappi, Alex s'inventa una traiettoria semplicemente impensabile: si lancia all'interno, stacca oltre ogni limite logico, sfrutta la via di fuga asfaltata e sterrata nella seconda parte della variante e si riprende la pista davanti a uno sbigottito Herta, andando a vincere la gara. Oggi, con le regole odierne sui track limits, una manovra del genere scatenerebbe discussioni infinite e sanzioni immediate; allora regalò ad Alex il terzo successo della sua stagione da rookie e consegnò la gara alla storia del motorsport.
Una carriera oltre ogni limite: dai titoli CART alla forza di ripartire
Quel sorpasso fu solo l'inizio di una storia straordinaria. Zanardi conquistò due titoli consecutivi nella serie americana prima che il terribile incidente del 2001 al Lausitzring gli cambiasse la vita per sempre con l'amputazione di entrambe le gambe.
La reazione di Alex, però, è diventata un punto di riferimento per il mondo intero: non solo è tornato a correre e a vincere nel WTCC, ma si è laureato pluricampione paralimpico nelle gare di handbike ed è persino tornato a disputare la 24 Ore di Daytona come pilota ufficiale BMW. Per un curioso scherzo del destino, in quell'occasione divise l'abitacolo proprio con Colton Herta, il figlio di quel Bryan superato trent'anni prima sulla pista californiana.
Un omaggio permanente a una leggenda
Il tracciato americano ha già mostrato a più riprese il proprio profondo legame con il pilota italiano, dipingendo un tributo speciale sull'asfalto del Cavatappi dopo la sua scomparsa il maggio scorso. Intitolare ufficialmente la curva più famosa di Laguna Seca ad Alex Zanardi trasforma quell'omaggio in qualcosa di permanente, legando per sempre la grinta e l'ingegno del pilota bolognese all'angolo di pista più celebre d'America.
Foto di copertina: il sorpasso di Zanardi al Corkscrew nel 1996 - Immagine ricampionata con A.I.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



