Autore:
Salvo Sardina

TRIONFO TOYOTA Nessuno potrà dirsi sorpreso, nel leggere i risultati finali dell’edizione 2019 della 24 Ore di Le Mans, almeno per quanto concerne la categoria LMP1. Eppure, l’ordine d’arrivo ha subito un inatteso scossone proprio nelle battute finali, quando la bandiera a scacchi sembrava dover soltanto ufficializzare una classifica ormai consolidata. A vincere è stata invece la Toyota numero 8, quella più attesa perché guidata da Fernando Alonso, oltre che da Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima (come da tradizione il pilota deputato a tagliare il traguardo). Che hanno beffato a un’ora dalla fine il prototipo gemello di José Maria Lopez, Kamui Kobayashi e Mike Conway, autori della pole position e dominatori incontrastati dell’intera gara…

GIALLO GOMMA A fermare José Maria Lopez nel suo stint finale è stata una misteriosa foratura. “Pechito” è stato infatti invitato a rientrare molto lentamente ai box per la sostituzione di una gomma dopo che un sensore aveva avvisato muretto e pilota di una perdita di pressione. Che si sia trattato davvero di una foratura o di un semplice e beffardo falso allarme elettronico, l’argentino – autore di alcune sbavature nel primo stint, ma poi velocissimo nel turno mattutino – non ha più potuto far nulla per riagguantare la leadership. A quel punto la TS050 Hybrid #8, che seguiva rassegnata a circa due minuti di ritardo, si è limitata a raccogliere il regalo della Dea bendata e a tagliare il traguardo da vincitrice per la seconda volta consecutiva. Già in cassaforte, invece, il titolo mondiale Wec 2018-2019, per il quale sarebbe di fatto bastato tagliare il traguardo. Terzo posto per la Smp Racing di Vitaly Petrov, Mikhail Aleshin e Stoffel Vandoorne.

FESTA ALPINE Oltre alla Toyota, che conclude con un’altra doppietta questa triste Superseason da unico costruttore ufficiale impegnato nella classe regina del mondiale endurance, festeggia l’Alpine in categoria Lmp2. Dopo una bella lotta con la Oreca G-Drive di Jean-Eric Vergne, fermato nella notte da un problema tecnico, la A470 del team Signatech ha dominato con Nicolas Lapierre, André Negrao e Pierre Thiriet, bissando così (come accaduto alla Toyota #8) il successo ottenuto a tavolino nel 2018 dopo l’esclusione dei “soliti” rivali G-Drive. Per il terzetto francese il trionfo nella 24 Ore sancisce anche la vittoria nel Wec. Completano il podio di categoria la Oreca 07 #38 di Ho-Pin Tung, Stephane Richelmi e Gabriel Aubry, e la #28 di Francois Perrodo, Matthieu Vaxiviere e Loic Duval.

SORPRESA FERRARI Apparentemente penalizzata dal balance of performance, la Ferrari 488 GTE Evo ha trionfato in categoria GTE-Pro, al termine di una lotta entusiasmante – soprattutto nei primi due terzi di gara – con Porsche e Corvette. A salire sul gradino più alto del podio è stata la vettura #51 del team Af Corse, con Alessandro Pier Guidi, James Calado e Daniel Serra, alla loro prima affermazione nella grande classica di durata. Il Cavallino torna quindi al successo dopo l’ultima volta nel 2014, precedendo sotto la bandiera a scacchi la Porsche #91 di Gianmaria Bruni, Richard Lietz e Frederic Makowiecki. Terzo posto per la 911 #93, quella di Patrick Pilet, Earl Bamber e Nick Tandy, mentre Kevin Estre e Michael Christensen (accompagnati a Le Mans da Laurens Vanthoor) portano la Porsche #92 sul tetto del mondo nonostante la decima posizione di classe. Grande delusione invece per l’Aston Martin che aveva centrato la miglior prestazione in qualifica: dopo un avvio di gara difficile, nelle ore serali Marco Sorensen ha finito la sua corsa contro le barriere a Indianapolis.

FORD GT VINCE ALL’ESORDIO In GTE-Am è invece vittoria per la Ford GT di Ben Keating, Jeroen Bleekemolen e Felipe Fraga. Un successo arrivato all’esordio della bella vettura della casa statunitense, che fino a questa edizione aveva corso soltanto nella categoria riservata ai professionisti, tra gli amatori. Alle spalle della Ford del team Keating Motorsport, si sono piazzate la Porsche 911 RSR di Jorg Bergmeister, Patrick Lindsey ed Egidio Perfetti, seguita a ruota dalla Ferrari 488 GTE di Jeff Segal, Rodrigo Baptista e Wei Lu. Niente da fare per Giancarlo Fisichella, nono di categoria Am insieme ai compagni Thomas Flohr e Francesco Castellacci, autore di un fuoripista nelle fasi iniziali di gara che ha richiesto l’intervento del carro attrezzi. Il Team Project 1 di Bergmeister/Lindsey/Perfetti festeggia dunque il titolo mondiale di categoria.


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