Pubblicato il 01/02/21

ROSSI E LA FORMULA 1 Le immagini di Valentino Rossi al volante di una monoposto di Formula 1, che sia la Mercedes di Hamilton al termine della stagione 2019 o la Ferrari provata in più di un’occasione lo scorso decennio, tornano alla ribalta delle cronache a cadenza più o meno regolare. Che sia per via di nuove foto o video dei test in pista o notizie su ciò che poteva essere e non è stato, il tema del rapporto d’amore mai sbocciato tra il Dottore e le quattro ruote è spesso ricorrente. A tornarci è stato nelle ultime ore Luca Cordero di Montezemolo che, in un’intervista ai colleghi di Motorsport.com, ha svelato quanto il passaggio del campione di Tavullia in F1 a un certo punto sia stato solo una questione di… firme.

Monster Energy, Valencia, 9 dicembre 2019 - Valentino Rossi (Yamaha) e Lewis Hamilton (Mercedes)

GESTO DI CORTESIA Il primo test del pesarese si svolse a bordo della F2004, monoposto che di fatto chiuse l’era di vittorie iridate di Michael Schumacher, in grado poche settimane prima di centrare il quinto titolo di fila con il Cavallino, nonché il settimo in carriera. “È stato un gesto di cortesia – ha spiegato Montezemolo – verso un grande campione e tifoso della Ferrari. Aveva organizzato tutto Stefano Domenicali (dal 1° gennaio 2021 al vertice della Formula 1, ndr), che era un grande appassionato di moto. Dissero che era un’operazione pubblicitaria, ma in realtà noi non ne avevamo bisogno”. Un test andato decisamente bene, con Valentino capace di completare il miglior giro su tempi non troppo distanti dal record della pista di Fiorano segnato con la stessa monoposto pochi giorni prima da Schumi: “Aveva un grande potenziale, andava forte! Ovviamente non era costante, ma faceva giri con tempi molto interessanti”.

TEAM SATELLITE Ma, al di là dei ricordi sul primo test in pista del campione della MotoGP, Montezemolo ha anche svelato come quella giornata di prove portò di fatto anche a una concreta offerta per passare dalle due alle quattro ruote. “C’è stato un momento in cui – ha infatti aggiunto l’ex Presidente – abbiamo pensato di fargli fare un anno di prova in Sauber. Valentino, da ragazzo intelligente quale è, ha invece preferito restare il numero uno delle moto piuttosto che essere il quarto o quinto pilota in Formula 1. Avrebbe dovuto abbandonare tutto per cominciare allenamenti e test che lo preparassero al debutto sulle quattro ruote”.


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