Pubblicato il 18/06/21

CHI È IL COLPEVOLE? Dopo i comunicati e le dichiarazioni delle ultime ore, appare ancora difficile riuscire ad indicare un vero colpevole per quanto accaduto riguardo i cedimenti degli pneumatici nel corso del GP Azerbaijan. I team sembrano avere una grossa fetta di responsabilità, con alcune pratiche che hanno portato le gomme a lavorare in condizioni non ideali, fino a provocarne la rottura. La Pirelli, però, con quanto ha in mano non ha potuto dare apertamente la colpa alle scuderie, le quali ribattono di aver sempre rispettato le pressioni minime indicate. In tutto questo, Franz Tost offre una chiave di lettura che si inserisce perfettamente in questo scenario ancora poco chiaro.

STOP ALLE TERMOCOPERTE Il team principal dell'AlphaTauri, scuderia di proprietà di quella Red Bull che è la squadra più danneggiata da quanto avvenuto a Baku ma anche la maggior indiziata di pratiche poco consone, ricorda una sua vecchia battaglia: ''Tre anni fa avevo indicato che le termocoperte avrebbero dovuto essere bandite - ha dichiarato ad Auto Motor und Sport - Tuttavia, molti altri team erano contrari, perché tutti pensavano di avere un vantaggio attraverso un trucco speciale''. Di utilizzo illegale delle termocoperte si è parlato anche dopo quanto accaduto in Azerbaijan, con le scuderie sospettate di ''cuocere'' le gomme e di raffreddarle precocemente a seconda delle necessità per agire sulle pressioni, tanto che da questo weekend la Pirelli e la FIA controlleranno a più riprese anche le temperature all'interno delle coperture.

Franz Tost (Alpha Tauri)

LE MOTIVAZIONI Oltre che prestare il fianco ad azioni poco limpide, le termocoperte hanno altri tipi di aspetti negativi che secondo Tost dovrebbero portare alla loro abolizione: ''Sono diverse le ragioni contro le termocoperte. In primo luogo la tecnologia, in secondo luogo la durata dell'utilizzo. Dovreste vedere quante termocoperte vengono collegate durante la notte. Terzo, il costo. Ho firmato un contratto per il 2022 riguardo le termocoperte ed è arrivato a 375.000 euro''. In tempo di battaglie e regolamenti a favore del contenimento degli sprechi, già solo quest'ultimo aspetto avrebbe un peso notevole nella questione, se non ci fossero di mezzo proprio quei ''trucchi speciali'' citati da Tost.


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