VERSO NUOVI SUCCESSI Nella passata stagione è arrivato il secondo, insperato, successo della storia del team. Bissare la vittoria ottenuta da Pierre Gasly nel Gran Premio d’Italia a Monza non sarà certo facile, ma l’AlphaTauri – nuova denominazione della Scuderia Toro Rosso utilizzata dal 2020 per sponsorizzare il marchio d’abbigliamento della famiglia Red Bull – AT02 riparte dalle certezze acquisite nello scorso campionato: una power unit Honda in continua crescita e un telaio (cambiato solo in piccola parte a causa delle limitazioni per contenimento dei costi) che ha permesso alla sua antenata di lottare fino alla fine per il sesto posto costruttori nientemeno che con la Ferrari. Scopriamo insieme la scheda tecnica della monoposto –qui l'articolo completo sulla presentazione– affidata alle cure del confermatissimo Gasly e del giovane esordiente giapponese, Yuki Tsunoda.
SCHEDA TECNICA ALPHATAURI AT02
Nome – Scuderia AlphaTauri AT02.
Motore – Honda RA621H.
Telaio – Scuderia AlphaTauri: monoscocca in fibra di carbonio composito.
Sospensione anteriore – Scuderia AlphaTauri: braccetti in fibra di carbonio composito con architettura pushrod e tiranti; Red Bull Technology: bilanciere, barre di torsione e ammortizzatori.
Sospensione posteriore – Red Bull Technology: braccetti in fibra di carbonio composito con architettura pullrod, barre di torsione e ammortizzatori.
Condotti dei freni – Scuderia AlphaTauri: condotti anteriori e posteriori.
Sterzo – Scuderia AlphaTauri e Red Bull Technology: servosterzo.
Cambio – Red Bull Technology: scatola del cambio in fibra di carbonio composito montata longitudinalmente, sistema idraulico a otto velocità.
Differenziale – Azionato idraulicamente.
Frizione – In carbonio, azionata idraulicamente.
Scarico – Honda.
Sistema frenante – Scuderia AlphaTauri e Red Bull Technology.
Sedile – Scuderia AlphaTauri: carbonio composito su specifiche del pilota.
Gomme – Pirelli.
Sistema di alimentazione – Scuderia AlphaTauri e Red Bull Technology.
Peso totale – 752 kg.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.











