Pubblicato il 02/10/20

IN RISPOSTA ALLE POLEMICHE Non ci sta Mika Salo a ricevere accuse di persecuzione nei confronti di Lewis Hamilton e così il finlandese si confessa con la stampa per spiegare l'operato degli steward nel corso del GP Russia. Al centro delle polemiche la decisione di punire con delle penalità in secondi le prove di partenza del leader del mondiale effettuate in zone vietate del circuito. Come vi abbiamo riportato ieri, le critiche per le pnizioni inflitte dai commissari sportivi a Sochi non arrivano solo dal pilota britannico e dai suoi tifosi, ma rientrano anche in un discorso generale di coerenza nelle decisioni prese nel corso della stagione. L'ex pilota della Ferrari ritiene però di aver agito seguendo alla lettera il regolamento.

FEDELI AL REGOLAMENTO Spiegando il proprio operato, Salo ha ammesso che le due penalità da 5 secondi l'una inflitte a Hamilton fossero particolarmente severe ma inevitabili: ''Era una chiara violazione delle regole, quindi è stato necessario imporre una sanzione - ha dichiarato al quotidiano finlandese Iltalehti - Abbiamo anche pensato che fosse molto severo, ma abbiamo agito secondo la tabella delle penalità''. Inizialmente, Hamilton avevano anche perso due punti sulla Superlicenza, avvicinandosi pericolosamente al limite che comporta la sospensione per un gran premio. Successivamente, però, questo provvedimento è stato sostituito da una multa alla Mercedes: ''Dopo la gara, ci è stata mostrata una conversazione radio tra Hamilton e il team in cui si diceva che era il team ad aver dato il permesso ad effettuare le prove di partenza - ha aggiunto Salo - Si è trattato un problema di comunicazione, perché la Mercedes non voleva che Hamilton partisse così lontano come invece ha fatto. Hanno accettato le altre sanzioni''.

F1 GP Russia 2020, Sochi: il momento in cui Hamilton (Mercedes AMG F1) ha commesso l'infrazione

MINACCE DI MORTE Il lavoro dello steward è come quello dell'arbitro e inevitabilmente porta chi lo svolge nel mirino dei tifosi dei piloti penalizzati, come sa bene il nostro Emanuele Pirro ''reo'' di aver punito Sebastian Vettel nel GP Canada dello scorso anno, privandolo della vittoria. Salo spiega di aver ricevuto anche delle minacce di morte in passato, ma aggiunge che le decisioni non sono mai frutto di interpretazioni personali: ''Gli steward hanno così tante informazioni e dati a loro disposizione che le decisioni resistono sempre al ragionamento. Un paio di anni fa, c'è stata una minaccia di morte dai Paesi Bassi dopo che abbiamo penalizzato Max Verstappen, ma non c'era nulla di discutibile a riguardo. Max aveva commesso un'infrazione evidente''. Lo steward finlandese nei giorni scorsi è stato al centro anche di un'altra polemica, per aver comunicato via cellulare la decisione presa nei confronti di Hamilton prima che questa venisse resa pubblica. Nonostante tutti questi grattacapi, Salo esclude di non voler più fare il commissario sportivo: ''È un ruolo completamente volontario, nessuno mi obbliga a farlo. Le squadre mi hanno scelto per questo ruolo e di certo non ho sentito lamentele da parte loro. E i piloti dovrebbero sapere che io sono lo steward che giudica dal punto di vista del pilota. Sono dalla loro parte''. Fine delle discussioni, almeno per ora.


TAGS: f1 Hamilton salo penalità