Pubblicato il 11/05/20

DUELLO SENZA ESCLUSIONE DI COLPI La rivalità tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg ha incendiato la F1 nei primi anni dell'era dei motori ibridi, quando gli avversari non era in grado - se non sporadicamente - di neppure impensierire il dominio delle Mercedes. Tra i due non sono mancati i colpi bassi e i contatti in pista, alcuni davvero clamorosi come l'incidente a Barcellona nel 2016. Il tedesco, che proprio quell'anno riuscì a strappare il titolo al compagno di squadra, ha ricordato quanto fosse difficile duellare con Hamilton.

LA ZONA GRIGIA Intervistato dal sito ufficiale della F1, Rosberg ha spiegato l'abilità di Hamlton di restare nei limiti del regolamento: ''È incredibile come posiziona l'auto in maniera così intelligente. Ogni volta che provavo ad andare contro di lui, a trattenermi e a combattere, lui riusciva sempre a rimanere nell'area grigia. Ogni volta che ci provavo, saltavo subito dalla zona grigia a quella nera, non consentita. Lui invece era così bravo a restare nell'area grigia, non rendendolo mai davvero al 100% colpa sua. Era una sua grande forza questa delle battaglie ruota a ruota, uno dei tanti enormi punti di forza che ha''.

F1: Nico Rosberg e Lewis Hamilton (Mercedes) a Monte Carlo

CAMPIONE SENZA MACCHIA Una caratteristica, questa di Hamilton ricordata da Rosberg, già sottolineata dal direttore tecnico della Mercedes, James Allison, che ha definito l'inglese un campione ''senza macchia'' e  per questo ''senza precedenti'' tra gli altri iridati del passato. Nelle stagioni della loro rivalità, è stato spesso Rosberg a finire nell'occhio del ciclone, ad esempio per la discussa manovra di parcheggio nelle qualifiche del GP Monaco 2014 che impedì al rivale di tentare l'ultimo assalto alla sua pole position o per la manovra che portò allo scontro tra i due nel finale del GP Austria, sempre nell'infuocato 2016.

AMICIZIA SACRIFICATA Parlando del rapporto tra loro due, ex amici diventati acerrimi rivali, Rosberg ha raccontato: ''Nel 2013 era ancora abbastanza semplice, perché non stavamo combattendo per le vittorie ed eravamo davvero i migliori amici. Quindi è stato un buon inizio ma poi dal 2014, una volta che lotti per i successi e per il titolo, c'è molto in gioco. Il tuo sogno è in gioco. Entrambi sognavamo di vincere il mondiale con la Mercedes, quindi inizi a scendere a compromessi ed è l'amicizia che viene compromessa in cambio delle vittorie. È andata così un passo dopo l'altro, accumulandosi. È stata dura''.


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