LEWIS NEL MIRINO Si continua a discutere della popolarità di Lewis Hamilton, uomo immagine dell'attuale F1 con i suoi 7 titoli iridati e le sue battaglie sociali ma non così amato dagli appassionati come il suo curriculum suggerirebbe. Tutto è nato dal sondaggio che Liberty Media ha condotto tra i tifosi e che, tra le tante voci, riportava anche la classifica dei piloti preferiti dagli intervistati: Hamilton è giunto solo terzo alle spalle di Max Verstappen e Lando Norris. Successivamente è arrivato il nuovo attacco di Jeremy Clarkson, il noto conduttore tv che sembra aver messo nel mirino da tempo il connazionale, che ha dichiarato tra le altre cose: ''Quando ha iniziato a correre era brillante e talentuoso, tutti quanti lo amavano. Poi, invece, ha deciso di essere più politicamente corretto di un’associazione studentesca''.

I MOTIVI DELLA DISAFFEZIONE In difesa di Hamilton si è schierato Toto Wolff, boss della Mercedes, che ha dato la sua chiave di lettura alla popolarità non stellare del suo pilota: ''Penso che Lewis non sia considerato così bene qui come dovrebbe essere, ma per molte ragioni. Ha avuto molto successo immediatamente con la McLaren, e la storia della sua vita precedente, le lotte finanziarie, il razzismo a cui è stato esposto, non è mai stata agli occhi del pubblico - ha dichiarato al Daily Mail - Quello che la gente ha visto è stato un giovane che entrava in F1 e aveva successo fin dall'inizio. E poiché è anche una persona stravagante, questo polarizza ulteriormente. La gente non riesce a sopportarlo''.
IL FASCINO DEL PERDENTE Hamilton ha dominato la F1 dell'era ibrida, vincendo sei dei sette mondiali disputati con le power unit dal 2014 ad oggi. Questo è un altro fattore che pesa sulla popolarità del britannico e Wolff lo spiega così: ''Penso che, cosa più importante, tutti noi perdiamo più di quanto vinciamo, ogni giorno, ed è molto difficile per le persone far fronte a una persona che pensano abbia tutto e che vince sempre. Più vinci, più le persone tifano per il perdente. Solo quando si ritirerà, penso, le persone capiranno la grandezza dei suoi successi''.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la partecipazione a Reazione a catena, programma di Rai 1 dove la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, che si narra sia nascosta in un baule sepolto nel Nordest d'Italia. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



