Pubblicato il 25/03/21

PROTAGONISTI NON PROTAGONISTI Come è inevitabile che sia, la terza stagione di Drive to Survive ha scatenato le prime reazioni da parte dei protagonisti della F1 e non sempre si è trattato di commenti entusiasti, anzi. La necessità di concentrare in 10 puntate le storie più importanti della stagione 2020 ha obbligato i produttori a fare delle scelte, escludendo alcuni episodi anche piuttosto clamorosi. La più grande dimenticanza, se così vogliamo chiamarla, riguarda senz'altro George Russell e il suo weekend del GP Sakhir vissuto al volante della Mercedes.

RUSSELL ASSENTE ILLUSTRE Il pilota britannico in quel fine settimana sostituì Lewis Hamilton, fermato dal Covid-19, ergendosi a protagonista assoluto di un gran premio ricco di emozioni: Russell sfiorò la pole position al sabato, poi la domenica superò subito Valtteri Bottas, salvo perdere una meritata vittoria per il pasticcio della Mercedes durante i pit-stop rocamboleschi effettuati nel finale di gara in reazione all'ingresso della Safety Car. Drive to Survive si è occupata di quel gran premio, ma concentrandosi solo su Sergio Perez, amaramente ritirato per problemi al motore sette giorni prima sullo stesso circuito e poi protagonista di una clamorosa vittoria dopo essere transitato ultimo al termine del primo giro. Russell ha affidato ai social la sua delusione: ''Arrivare all'episodio 10 e rendersi conto che non ci sei in Drive to Survive'' ha scritto su Twitter, accompagnato da una foto di lui con sguardo corrucciato verso l'orizzonte.

LA RABBIA DEL SIGNOR WILLIAMS Restando in ambito Williams, Drive to Survive 3 ha fatto decisamente arrabbiare anche Marc Harris, marito di Claire Williams. Nel 2020, la scuderia di Grove ha vissuto lo storico passaggio di consegne dalla famiglia del fondatore ai nuovi proprietari americani, ma questo evento è stato quasi ignorato dalla docuserie di Netflix: ''È impossibile nascondere il livello di frustrazione e turbamento che provo per l'ultima stagione di Drive to Survive - ha scritto su Instragram Haaris - È difficile credere che ci fosse una storia più importante (oltre al Covid-19) rispetto alla vendita di una delle squadre più storiche, di successo e apprezzate che lo sport abbia mai visto. Oltre 50 anni nella categoria, 16 campionati del mondo: il leggendario team principal Sir Frank Williams e la famiglia hanno lasciato uno sport che hanno contribuito a rendere ciò che è oggi e c'è solo una menzione. Che vergogna. Sembra una totale mancanza di rispetto per loro''. Secondo Harris, il fatto che Netflix non abbia ricevuto sufficiente accesso ai momenti cruciali della vendita non basta per giustificare la scarsa attenzione datagli nella serie: ''È facile dire che non era stato concesso l'accesso. No, non è stato concesso a nessuna troupe cinematografica diversa da quella della Williams l'accesso ai momenti molto privati ​​in cui Claire ha dovuto dire alla squadra che la famiglia doveva vendere e lasciare lo sport che ama e per cui respira. Ma il team ha reso disponibile un'abbondanza di filmati e tutte le troupe hanno avuto accesso in qualsiasi altro momento. Che peccato che non siano stati utilizzati''.

IL SOLITO RICCIARDO Dopo tanta amarezza, chiudiamo però con un sorriso. Il merito è del solito Daniel Ricciardo, il quale non ha potuto esimersi dal commentare la scena del secondo episodio in cui si vede per un attimo Bottas completamente nudo, chiappe comprese: ''Credo che sia nato Bottass (giocando sul termine ''ass'' che vuol dire ''fondoschiena'', ndr). Maledizione quanto sono immaturo. Quello che raccomando è un'abbronzatura, sono scene da occhiali da sole''.


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