Pubblicato il 21/04/21

ADATTAMENTO COMPLICATO Tra i temi caldi della stagione 2021 c'è sicuramente il rendimento che sapranno garantire tre piloti di grande esperienza che nel corso dell'inverno hanno cambiato scuderia. Parliamo di Sergio Perez, ingaggiato dalla Red Bull dopo anni in Force India/Racing Point, di Daniel Ricciardo, approdato in McLaren dopo un biennio alla Renault, e di Sebastian Vettel, chiamato al riscatto dopo l'addio alla Ferrari e il passaggio all'ambiziosa Aston Martin. Pur con notevoli differenze l'uno dall'altro, i primi due gran premi del campionato hanno evidenziato le difficoltà di adattamento a una nuova realtà con pochissime ore di test invernali a disposizione.

BIS DEL 2020 L'inizio più deludente è stato senz'altro quello di Vettel, lontano dalla top10 sia in qualifica sia in gara a differenza del compagno di squadra Lance Stroll. Dopo l'esordio da incubo in Bahrain, anche il weekend di Imola ha riservato ben poche gioie al tedesco, penalizzato anche dai problemi tecnici emersi sulla sua monoposto. Ralf Schumacher, opinionista per Sky Germania, ha commentato così il momento del suo connazionale: ''Seb domenica ha guidato nel bel mezzo del nulla. Il guasto ai freni, la penalità e infine il guasto al cambio: la signora Sfortuna era di nuovo particolarmente impegnata. Ecco perché è difficile valutare la sua prestazione. Lui non vuole compassione, ce lo ha detto subito dopo la gara, ma in qualche modo ci ricorda il suo ultimo anno in Ferrari, solo tutto in verde. Seb deve recuperare il ritardo nelle prossime due gare, recuperare il gap dal suo compagno di squadra o meglio sorpassarlo''.

F1, GP Emilia Romagna 2021: Daniel Ricciardo (McLaren)

QUESTIONE DI TEMPO Meno deludente è stato l'avvio di stagione di Ricciardo e Perez, ma entrambi sono ancora lontani dal rendimento atteso dalle loro nuove squadre. L'australiano al momento sta svolgendo il compitino, portando una McLaren molto competitiva regolamente in zona punti, ma la differenza di rendimento con Lando Norris in gara è stata fin qui evidente. Il messicano vive il complicato ruolo di seconda guida Red Bull finora tra alti e bassi: positivo ma colpito dalla sfortuna in Bahrain, nel GP Emilia Romagna ha ottenuto un ottimo secondo posto in qualifica rovinato poi da troppi errori in gara che gli hanno attirato le prime critiche di Helmut Marko. Schumacher traccia un paragone con gli anni in cui era lui a correre in F1: ''I piloti esperti nelle loro nuove squadre non sono ancora a loro agio, non sono ancora un tutt'uno con la macchina. 'E' una questione di tempo' dicono i loro capi, ma questo tipo di pazienza in passato non esisteva. Ovviamente facevamo più test, ma se i risultati non fossero arrivati rapidamente, avremmo ricevuto un ultimatum''.


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