Pubblicato il 04/06/20

REBUS EXTRAEUROPEO La F1 ha comunicato questa settimana i primi otto appuntamenti della stagione 2020, su cui ha pesato come un macigno la pandemia di coronavirus. Si tratta di otto gran premi che si disputeranno tutti in Europa e tutti a porte chiuse, con il Red Bull Ring e Silverstone che saranno teatro di due gare ciascuno. L'ultimo di questi otto eventi è il GP Italia che si disputerà a Monza il 6 settembre, dopodichè il prosieguo della stagione rimane un'incognita. La situazione sanitaria in molti paesi sede di gara negli altri continenti e le difficoltà logistiche legate ai pochi voli e ai periodi di quarantena obbligatoria complicano i piani di Liberty Media per riuscire a completare un calendario che comprenda dalle 15 alle 18 gare.

Autodromo del Mugello

HOCKENHEIM FAVORITA Dopo aver raggiunto il numero minimo di gran premi per rendere valido il campionato 2020, ora i vertici della F1 devono cercare di soddisfare lo status di ''Campionato Mondiale'' disputando gare in almeno tre continenti, oltre ad onorare i contratti con le tv incrementando il numero di eventi. La prima soluzione potrebbe essere quella di aggiungere ancora un paio di GP in Europa, lo scenario a cui guardano speranzose Mugello e Imola. La candidatura per un bis italiano c'è, ma in realtà è molto più probabile che la F1 opti per Hockenheim. Il circuito tedesco era già in lizza per entrare nei primi otto appuntamenti, nel caso in cui non si fosse riusciti a correre a Silverstone. Confermata la gara britannica, spostata ad agosto quando verrà tolta la quarantena obbligatoria imposta dal governo Johnson, Hockenheim è ora in pole position perché garantirebbe alla F1 la possibilità di correre quantomeno in un'altra nazione, evitando così il bis in Italia. Il tutto senza considerare gli aspetti logistici e di strutture che rendono più appetibile il circuito tedesco a quelli nostrani.

SOCHI AL POSTO DELL'ASIA Il secondo appuntamento in entrata sarebbe ai confini dell'Europa, sulle sponde del Mar Nero. Il GP Russia era inizialmente in programma a fine settembre a Sochi, inserito tra le gare asiatiche di Singapore e Giappone. Proprio guardando ad Est, l'Asia potrebbe restare chimera per quest'anno: a Singapore, così come a Baku, è impensabile che si possa correre un gran premio cittadino a porte chiuse, mentre Suzuka resterà irraggiungibile se il Giappone continuerà a impedire gli arrivi dall'Europa e dagli Stati Uniti fino al marzo 2021, così come imposto al momento. Inoltre, anche il Vietnam si è chiamato fuori: una gara in autunno sarebbe troppo vicina all'appuntamento 2021, previsto in aprile. Oltre a veder confermato il proprio slot, Sochi potrebbe quindi addirittura raddoppiare, proprio come accadrà per Silverstone e Red Bull Ring. Il circuito si sposa perfettamente a questo scenario, con gli hotel raggiungibili addirittura a piedi e nessun problema nella chiusura della zona dello stadio olimpico al pubblico.

F1 GP Russia 2019, Sochi: il parco olimpico attorno al quale si snoda il circuito russo

JOLLY INDIANAPOLIS Correre a Sochi non risolve però il problema di avere gare su tre diversi continenti. Oltre all'Europa, la F1 può contare con certezza sul Medio Oriente: Abu Dhabi ha confermato la disponibilità a disputare il gran premio conclusivo della stagione, mentre il Bahrain vorrebbe non solo recuperare la gara persa a marzo, ma raddoppiare anch'esso. Senza Asia e Oceania, con Melbourne che ha già dato l'arrivederci al 2021, rimane l'America, dove però non mancano le incognite. Brasile e Messico hanno dichiarato di voler mantenere i loro gran premi nelle date previste a inizio novembre, ma le due gare si dovrebbero disputare a San Paolo e Città del Messico, metropoli in cui la situazione legata al coronavirus è al momento preoccupante. Restano gli Stati Uniti, con l'appuntamento di Austin: il Circuit Of The Americas, però, sta vivendo una difficile situazione finanziaria legata allo stop delle attività in pista. Anche negli USA la pandemia di Covid-19 è tutt'altro che sotto controllo, ma i campionati NASCAR e IndyCar sono in rampa di lancio con eventi a porte chiuse. Così, se Austin dovesse rinunciare, a salvare non solo il GP Stati Uniti ma anche la catalogazione di ''Campionato Mondiale'' per la stagione 2020 di F1 sarebbe Indianapolis: il mitico catino americano ospiterà la 500 Miglia il 23 agosto e due gare sul circuito interno a giugno e inizio ottobre, rendendosi così disponibile per un GP autunnale di F1. Con Hockenheim, Sochi (due volte), Indianapolis, Bahrain (due volte) e Abu Dhabi, il calendario raggiungerebbe l'obiettivo dei 15 gran premi, con sempre la speranza di poter aggiungere qualcuno dei gran premi attualmente in dubbio.


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