Autore:
Salvo Sardina

UN PUNTO AL PIU’ VELOCE La Formula 1 si rinnova alla vigilia dell’inizio della stagione 2019. La novità riguarda il sistema di punteggio, che assegnerà un punto iridato al pilota che, arrivando tra i primi dieci della classifica di ogni gara, sarà in grado di realizzare il giro più veloce. Il punto extra sarà anche valido per la classifica costruttori.

VOTAZIONE ONLINE Come sempre accade quando devono essere apportate modifiche al regolamento della stagione in corso, la decisione è stata presa all’unanimità da tutti i soggetti che partecipano allo Strategy Group. Per l’ufficialità dell’introduzione di questa nuova regola, è stata necessaria l’approvazione unanime anche da parte della F1 Commission, che raggruppa i rappresentanti di tutte le scuderie. Il voto, avvenuto online nei giorni scorsi, è stato comunque una mera formalità in vista della ratifica definitiva del World Motor Sport Council della Fia.

RITORNO ALLE ORIGINI Si tratta di una novità sì, ma che in realtà la massima serie automobilistica aveva già sperimentato agli albori della sua storia. Tra il 1950 e il 1959 era infatti assegnato un punto al giro più veloce, situazione che aveva consentito a Mike Hawthorn di beffare sul filo di lana Stirling Moss nella lotta per il titolo 1958. L’anno scorso fu Valtteri Bottas il pilota a ottenere più giri veloci, ben 7 su 21 appuntamenti: se la regola fosse stata già in vigore, il finnico della Mercedes avrebbe avuto sei punti in più in classifica (a Baku si è ritirato e quindi non avrebbe conseguito il punto extra) passando dal quinto al terzo posto finale.

PARLA ROSS BRAWN Il responsabile dei regolamenti per Liberty Media, l’ingegnere ex Ferrari e Mercedes, Ross Brawn, ha accolto con favore la novità: “Insieme alla Fia, siamo impegnati nel valutare idee e soluzioni che possano migliorare lo show mantenendo ferma l’integrità del nostro sport. Abbiamo pensato che la reintroduzione, dopo 60 anni, di un punto per il giro più veloce in gara sia una scelta che va proprio in questa direzione. Ci abbiamo pensato su per alcuni mesi, riflettendo su quante volte un pilota chiede via radio chi ha fatto il miglior giro. Da adesso non sarà più soltanto una questione di statistiche e prestigio, ma ci sarà una motivazione concreta per rendere l’ultima parte di gara ancora più interessante”.


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