Mai un cambio al vertice di una casa automobilistica fu più provvidenziale. La Renault era infatti in procinto di lasciare la Formula 1 prima dell’arrivo dell’italiano Luca De Meo, amministratore delegato del gruppo francese a partire dal luglio 2020 e grande fautore della permanenza della Losanga – con il rebranding Alpine avvenuto a inizio 2021 – nella massima serie automobilistica. A svelare il retroscena è stato lo stesso manager milanese ex gruppo Volkswagen, intervistato da Le Journal de l’Automobile.

IL “SALVATAGGIO” DEL TEAM F1 “Sì, mi era stato detto – spiega De Meo – che la Renault avrebbe lasciato la Formula 1. Ma avevano costruito una fantastica storia in 40 anni di sport, quindi, mi sono fortemente opposto a questo orientamento. Non ho mai voluto che la casa si tirasse fuori dalla massima serie automobilistica”. È questo il background che ha poi portato all’esordio del brand premium Alpine, con una gloriosa tradizione nei rally ma assolutamente estraneo alle competizioni in pista, in Formula 1 e alla prima vittoria centrata nello scorso GP Ungheria da Esteban Ocon.

PIANO A LUNGO TERMINE “Siamo migliorati molto – ha proseguito il 54enne amministratore delegato del gruppo francese – rispetto agli inizi e adesso abbiamo anche una solida leadership manageriale con l’arrivo di Otmar Szafnauer al vertice. Il nostro è un piano di lungo termine, vogliamo vincere una gara entro i 100 GP. Siamo già vicini alla top-3, ma anche quando hai una buona chance di vittoria, ti serve comunque un po’ di fortuna, basti pensare a quello che è successo al Paris Saint-German in Champions League. Noi siamo uno dei pochi team che ancora si costruisce tutte le componenti da solo e, anche se qualcuno potrebbe pensare che questa cosa sia uno spreco di denaro, per noi è un aspetto fondamentale. La competitività nello sport è importantissima per il nostro brand”.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



