Pubblicato il 06/08/20

CHARLES NON CI STA Non passa un giovedì pre gran premio in cui non si discuta di razzismo e del diverso modo in cui ogni pilota sostiene la causa contro le discriminazioni. Quest'oggi è stato il turno di Charles Leclerc, il quale ha affidato ai social network un lungo sfogo contro chi manipola la sua decisione di non inginocchiarsi al momento dell'inno, un gesto di sostegno al movimento Black Lives Matter. Il pilota della Ferrari aveva già spiegato che ciò non significava che lui non fosse contro il razzismo, ma quando ha scoperto di essere stato eletto a paladino di persone contrarie a queste manifestazioni di solidarietà ha deciso di usare parole forti per chiarire la sua opinione.

STOP ALLE MANIPOLAZIONI In una serie di tweet pubblicati questo pomeriggio, Leclerc ha scritto: ''È molto triste vedere come alcune persone manipolino le mie parole per fare notizia facendomi sembrare un razzista. Non sono razzista e odio assolutamente il razzismo. Il razzismo è disgustoso. Smettete di mettermi nello stesso gruppo di queste persone disgustose che stanno discriminando gli altri a causa del loro colore della pelle, della religione o del genere. Non ne faccio parte e non lo farò mai. Sono sempre stato rispettoso con tutti e questo dovrebbe essere lo standard nel mondo di oggi. E a chiunque stia usando la mia immagine per promuovere le idee sbagliate, per favore basta. Non sono in politica e non voglio essere coinvolto in questo''.

I MOTIVI DELLO SFOGO Articoli che esaltavano il gesto di Leclerc come ribellione ''al pensiero unico'' della lotta al razzismo se ne sono letti molti dopo la gara inaugurale in Austria, soprattutto da parte di testate sovraniste o comunque ricollegabili a idee politiche di estrema destra. Nella conferenza stampa precedente il GP 70° anniversario in programma a Silverstone domenica, Leclerc ha spiegato perché si è voluto sfogare sui social: ''Non voglio più essere giudicato. Come ho detto molte volte, sono piuttosto attivo sui social media e semplicemente non accetto di essere chiamato come sono stato chiamato nelle ultime settimane, in modo negativo ovviamente, solo per il fatto di non inginocchiarmi. Volevo solo creare un tweet semplice solo per esprimere i miei sentimenti e basta''.

F1, GP 70esimo anniversario: Charles Leclerc (Ferrari)

LA DISTINZIONE DI MAGNUSSEN Bisogna ricordare che tutti i piloti, prima del via, partecipano al momento dell'inno indossando una t-shit con scritto ''End racism''. Non tutti, però, sono favorevoli al gesto dell'inginocchiamento. L'ultimo in ordine temporale è Kevin Magnussen il quale, per la prima volta a Silverstone, ha deciso di rimanere semplicemente in piedi. Il pilota della Haas ha spiegato così la sua decisione di smettere di inginocchiarsi: ''Voglio assicurarmi che con il messaggio 'fine del razzismo' io sostenga questo pensiero e non qualsiasi tipo di organizzazione politica, come penso sia il movimento 'Black Lives Matter'''. A differenza degli altri piloti, durante l'inno Lewis Hamilton continua a indossare proprio la maglia dell'organizzazione nata dopo l'assassinio di George Floyd in Minnesota.


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