Jean Alesi è nei guai con la giustizia francese. Il cinquantasettenne ex pilota della Ferrari F1 è infatti stato arrestato alle 16.00 di lunedì 20 dicembre, con l’accusa di danneggiamento. A confermarlo è Antoine Wolff, vice-procuratore di Nimes che ha spiegato ai media come il celebre transalpino abbia “danneggiato la proprietà altrui per mezzo di un ordigno esplosivo”.

IL FRATELLO IN MANETTE I fatti si sarebbero verificati a Villeneuve-le’s-Avignon, il piccolo centro nei pressi di Avignone dove risiede l’ex ferrarista. Ad allarmare le forze dell’ordine era stata un’esplosione di un grosso petardo, lanciato in prossimità della finestra di un ufficio nella serata di domenica. Un abitante della zona avrebbe annotato la targa dell’auto ripartita a luci spente dopo l’esplosione, risultata poi appartenente a José Alesi, fratello del pilota francese.

SCHERZO ANDATO MALE? Nella giornata di lunedì è stato però Jean Alesi a presentarsi spontaneamente alla Polizia per scagionare il fratello. Secondo le prime ricostruzioni, l’ex Formula 1 avrebbe esploso un “grande fuoco d’artificio comprato in Italia” per scherzo nei confronti dell'ex cognato, rivelatosi il proprietario dell’ufficio sul quale era stato lanciato il petardo, il che lascia dei dubbi sul ''movente'' goliardico. Jean sarebbe stato in compagnia del figlio Giuliano, ex pilota di F2 e dell'Academy di Maranello, e di un suo amico.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



