Pubblicato il 27/03/20

DA TOP A FLOP Nel giro di un paio di decenni, l'Italia è passata dall'essere la nazione più rappresentata sulla griglia di partenza della F1 all'assenza totale di propri rappresentanti. Un vuoto che dal GP Brasile 2011, ultima gara di Vitantonio Liuzzi e Jarno Trulli, è stato colmato solo nel 2017 da Antonio Giovinazzi, prima con un paio di gare in sostituzione di Pascal Wehrlein in Sauber a inizio stagione, poi nel 2019 con la promozione a pilota titolare della Alfa Romeo Racing.

IL VIL DENARO... Il pugliese ha analizzato in un'intervista al sito RacingNews365 la situazione dei piloti italiani: ''La base è molto importante nel motorsport e quella base inizia con i soldi. Devi avere un sacco di soldi per andare lontano nel motorsport. Ad esempio, ho dovuto guadagnare molto denaro da solo in diverse occasioni per poter arrivare in F1. Tuttavia, il denaro non è possibile per tutti, soprattutto perché costa molto far correre i bambini in tenera età''. La situazione, per fortuna, è diversa nel Motomondiale, dove dietro alla stella Valentino Rossi sono continuati a crescere numerosi piloti italiani di alto livello: ''Valentino ha una fama completamente diversa nel motorsport rispetto a me o ad altri italiani passati in F1'' ha sottolineato Giovinazzi.

Test F1 Barcellona 2020, Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo Racing)

LA SPERANZA Guardando ai prossimi anni, Giovinazzi ritiene che ci sia qualche aspetto a cui aggrapparsi nella speranza di veder crescere la truppa di piloti italiani: ''Soprattutto, dobbiamo sperare nelle varie accademie dei principali team che ora includono un certo numero di piloti italiani. Speriamo che possano trovare la loro strada verso la F1 attraverso queste accademie. Oppure grazie a qualcuno come Nicolas Todt (figlio di Jean e manager, tra gli altri, di Charles Leclerc, ndr), che cerca sempre di aiutare i giovani talenti. Questo tipo di persone sono davvero necessarie per supportare i talenti''.


TAGS: f1 giovinazzi piloti italiani