Pubblicato il 22/05/20

NUOVO INIZIO Il lockdown è finito anche per la Scuderia Ferrari, tornata al lavoro a partire da lunedì nel quartier generale di Maranello, sotto rigide misure per evitare la diffusione del Covid-19 tra i dipendenti. Si riapre così un discorso bruscamente interrotto alla vigilia del weekend del GP Australia: durante questi oltre due mesi, la situazione per tutte le squadre di F1 è rimasta pressoché congelata e ora c'è a disposizione oltre un mese per cercare di preparare al meglio le monoposto per l'atteso debutto che avverrà, quasi sicuramente, a inizio luglio in Austria.

TUTTO CONGELATO Lo stop ai lavori non è stato imposto solo dalla situazione d'emergenza legata alla pandemia di coronavirus, ma anche dal lockdown deciso dai vertici della F1 per tutti i team. Un periodo di chiusura delle fabbriche che di solito avviene ad agosto durante la pausa estiva e che è stato anticipato, ed allungato, nel corso di questa strana primavera. Il collaudatore Marc Gene ha parlato della riapertura a Radio Marca: ''Lunedì abbiamo aperto la divisione F1. Tutto è stato preparato per questo, con molti test per verificare la presenza del coronavirus. Sono passati due mesi e mezzo senza toccare la macchina. Nessuno ingegnere poteva guardare la telemetria, niente''.

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EVOLUZIONE IN CORSO La Ferrari ha in programma un profondo lavoro sulla SF1000, apparsa in difficoltà durante i test invernali: ''L'auto che avevamo in Australia, che era già buona, ovviamente sarà diversa - ha dichiarato Gene - Abbiamo alcune aree da migliorare e speriamo di farlo per l'Austria. Sembra che inizieremo lì e continueremo a fare 19 gare''.


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