Autore:
Simone Valtieri

TRE TITOLI di campione del mondo di Formula 1, 41 vittorie, 65 pole position, 19 giri veloci, 80 podi, 2.931 giri in testa in 161 GP disputati, ma se chiedete a chiunque perché Senna sia da molti considerato tra i più grandi piloti della storia, no perdonate, il più grande in assoluto, nessuno snocciolerà i suoi dati. Perché raccontare Ayrton Senna con i numeri è come descrivere l'aurora boreale con un'equazione.

QUESTO BRASILIANO dallo sguardo malinconico è difficile da ingabbiare in qualunque tipo di definizione. Forse la parola che più gli si addice è "umano", con tutto quello che ne consegue. Prima di essere un pilota, un campione, un personaggio, e per molti un eroe o un simbolo, Ayrton era un uomo, che sbagliava, s'incazzava, si vendicava, ma che sapeva farsi voler bene e riusciva a emozionare. Si sa, è facile cadere nella retorica cercando di descriverlo, e perciò lasciamo questo compito ad altri o a chi lo ha già fatto meglio.

NON C'È BISOGNO di dire chi sia stato, basta vedere gli effetti, chiedersi perché nella storia della Formula 1 c'è un prima e un dopo Senna, anche, fortunatamente, nel campo della sicurezza. Domandarsi perché quel 1 maggio 1994 tutti quelli che c'erano ricordano benissimo dove fossero e cosa stessero facendo quando hanno appreso la tragica notizia della sua morte, come nel giorno dell'attacco alle Torri Gemelle o della caduta del Muro di Berlino. Basta sapere questo. 

CHI C'ERA e ha avuto la fortuna di godere l'impeto e la passione che ci metteva nel brandire quel volante, sa benissimo chi fosse, conosce la decisione e la precisione con cui guidava, la fantasia con la quale inventava sorpassi e traiettorie, o l'esaltazione che trasmetteva la sua guida quando dal cielo qualcuno a lui caro - Ayrton leggeva la Bibbia tutte le sere e aveva un rapporto profondissimo con Dio - gli mandava qualche goccia di pioggia.

E A CHI NON C'ERA? Non si può spiegare, non troverete la risposta tra queste righe, occorre farsi prestare vecchie VHS e magari un videoregistratore, o ricercare filmati sgranati su youtube, o procurarsi giornali ingialliti e leggere cosa pensavano di lui i suoi rivali di una vita: Mansell, Alboreto, Berger, Piquet... e Prost, l'acerrimo nemico in pista e fuori, con cui però, poco prima di salutare tutti, aveva fatto pace.

INFINE potete chiedere chi fosse a chi l'ha vissuto. Ognuno vi racconterà il suo Ayrton, un pilota che non ha mai corso in Ferrari - ci andò vicino - ma che ciò nonostante seppe cementarsi anche nei cuori dei partigianissimi tifosi italiani. Raccogliete tutto questo e poi mescolatelo in un groviglio di pensieri. A quel punto avrete probabilmente percepito che siete andati solo vicino a conoscere Senna. Perché poi, alla fine, l'aurora boreale non la si può capire nemmeno se racontata da uno scrittore o se vista su Discovery Channel.


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