Charles Leclerc, pilota Alfa Romeo-Sauber F1 Team, si confessa ai nostri microfoni prima del GP di Montecarlo
THE RIGHT TO WINCharles Leclerc è arrivato in Formula 1 con i gradi del predestinato. Veloce, velocissimo sin dalle prime stagioni in go-kart, il pilota monegasco ha saputo capitalizzare ogni occasione che gli si è parata davanti nei suoi 20 anni. Talento più puro che sia mai transitato dalla Ferrari Driver Academy dopo lo sfortunato amico Jules Bianchi, nel 2018 esordisce in Formula 1 con l'Alfa Romeo-Sauber F1 Team, dopo aver dominato nel 2017 la stagione di Formula 2 con vittoria del titolo.
STORIA DI PASSIONE Durante il passaggio della 1000Miglia per il Museo Storico Alfa Romeo ad Arese, ho conosciuto questo scricciolo di un metro e ottanta per 65 kg. Occhi vispi e vivaci, sorriso sempre stampato sul viso, Leclerc è un serio e navigato professionista, ben più maturo dei suoi vent'anni, con le idee già ben chiare in mente.
INIZIO INCREDIBILE Questa è la tua prima stagione in Formula 1 e hai già dimostrato il tuo valore. Le prime gare sono state positive, e il GP di Barcellona ci ha consegnato un bellissimo duello con Alonso. Come vedi il prosieguo del 2018? «I primi 5 GP sono stati davvero incredibili. Le prime gare sono state difficili, il passaggio dalla Formula w alla Formula 1 è un grande step, ho dovuto abituarmi a queste auto. Incredibili le gare di Baku e di Barcellona, migliori rispetto alle aspettative. È difficile sapere cosa aspettarsi per il resto della stagione, sono molti i team che hanno prestazioni altalenanti: nelle prime corse eravamo vicini alla Q2, nelle ultime gare siamo entrati in Q2. È tutto merito di un gran lavoro di squadra, continuiamo a fare piccoli step in avanti e lavoriamo per continuare sempre così.»
DA F2 A F1 Com'è cambiato il tuo modo di guidare dalla F2 alla F1? «È cambiato tanto, spiegarlo nel dettaglio è difficile. Devi abituarti a tutta questa potenza in più, fin quando inizi ad agire inconsapevolmente. A Baku abbiamo cambiato approccio e siamo andati a punti... Però non voglio dire che ci andremo tutte le gare! Abbiamo fatto comunque un grande step in avanti.»
GARA DI CASA E a Monte Carlo? «Speriamo di fare bene. Sarà un week-end difficile: abbiamo bisogno di tanto carico aerodinamico e la nostra auto ne ha poco. Monaco non è la pista migliore per noi, faremo di tutto per andare a punti a casa mia.»
UN DOMANI Come vedi questa stagione ed il 2019? «Provo a pensarci il meno possibile. Già adesso ho tante cose da curare in più rispetto al 2017: lo scorso anno finivo la gara e mi mettevo in poltrona, adesso invece...! Provo a migliorarmi il più possibile per avere il meglio nel 2019.»
CHI SI FERMA È PERDUTO Ti è mai capitato di fermarti a pensare “ok, ce l'ho fatta, sono in F1. Visualizziamo il prossimo step”? «Mai, il mio obiettivo finale è quello di essere campione del mondo. Ho dedicato tutta la mia vita a questo sprot, lavoro per arrivare un giorno a questo obiettivo.»
L'EREDITÀ Mi pare che anche tu sia tifoso di Ayrton Senna... «Mio padre è stato un suo grande tifoso, io ho ereditato la sua passione. Ammiro moltissimo Ayrton, ho letto dei libri, visto dei documentari e dei film su di lui. Mi piace, più che il suo talento, il fatto che lavorava tantissimo.»
Quando le sue orecchie intercettano un video in riproduzione sul pc di un collega capita spesso che riesca a riconoscere auto e gran premio dal solo rumore del motore. Spettatore ma non solo, visto che per MotorBox ha firmato alcune delle prove più significative. Dopo tanti dubbi si è finalmente deciso all'acquisto di una BMW Serie 1 Cabrio e due giorni dopo è stato tamponato. Ma nella vita bisogna saper guardare avanti...


