Pubblicato il 11/06/21

SORPRESA SF21 Aver centrato due pole position consecutive, seppur con l’aiuto della bandiera rossa, non cambia la sostanza della stagione 2021 di casa Ferrari. La SF21 ha mostrato miglioramenti evidenti rispetto alla disastrosa SF1000 dello scorso campionato, ma non sono certo gli ottimi risultati ottenuti nella Q3 di Monte Carlo e Baku a capovolgere la realtà dei fatti: la power unit ha fatto passi in avanti dopo l’accordo con la Fia che ha castrato le prestazioni nel 2020, così come la rivisitazione della sospensione posteriore e di tutto il retrotreno – zona su cui gli ingegneri di Maranello hanno lavorato spendendo i due gettoni di sviluppo consentiti durante l’inverno – ha restituito stabilità, fiducia ai piloti e competitività soprattutto sui circuiti in cui è richiesta una buona trazione (vedi Monaco e Azerbaijan).

F1 GP Azerbaijan 2021, Baku: Charles Leclerc (Ferrari)

PUNTO DEBOLE C’è poi un’arma in più che è esalta la SF21 specie sul giro secco: la capacità della Ferrari di Leclerc e Sainz di mandare rapidamente in temperatura le gomme, aspetto che consente di raggiungere in qualifica risultati forse migliori rispetto al valore complessivo della monoposto. A fare da contraltare a questo punto di forza c’è però una maggiore usura degli pneumatici che mette la Rossa un po’ in difficoltà sul passo gara. E se, sull’atipico circuito di Monte Carlo, Sainz è stato in grado addirittura di mettere pressione a Verstappen, a Baku, già dai primi giri, è emersa la difficoltà di Leclerc nel mantenersi nelle vicinanze dei rivali di alta classifica, finendo poi per essere scavalcato anche dall’AlphaTauri di Gasly e dall’Aston Martin di Vettel.

GP Monaco 2021, Monte Carlo: Sebastian Vettel (Ferrari) nelle barriere durante la Q3

PARLA BINOTTO Un problema di cui gli ingegneri agli ordini di Mattia Binotto sono consapevoli, ma che non è di facile risoluzione in questo campionato. “Ci sono ancora alcune aree – ha spiegato il team principal in un’intervista concessa al Corriere della Sera – in cui dobbiamo migliorare. Non abbiamo ancora trovato la giusta finestra di funzionamento per le gomme e ci manca ancora un po’ di velocità sui rettilinei. Ma sono settori in cui potremo migliorare soltanto nella prossima stagione”. Un chiaro riferimento, insomma, al fatto che gli sviluppi bloccati non offrono grossi margini di manovra e che, nonostante la grande crescita, nel 2021 i progettisti di Maranello sono ormai praticamente obbligati a giocare solo con l’aerodinamica e i setup.

F1, Mattia Binotto (Scuderia Ferrari)

LA SFIDA FRANCESE Il tecnico di Losanna ha poi parlato anche della prossima sfida di Le Castellet, con il Gran Premio di Francia che torna in programma dopo un anno di stop. La poco apprezzata pista del Paul Ricard sarà anche un tracciato più “tradizionale”, con il ritorno di quei curvoni veloci in appoggio che non dovrebbero favorire la SF21 come accaduto invece con i settori lenti e tortuosi di Monte Carlo e Baku. Binotto, comunque, non accampa scuse: “Sarà un circuito un po’ complicato per noi, ci sono delle curve molto veloci. Ma dobbiamo anche dimostrare di poter continuare a crescere. Il nostro obiettivo, quindi, rimane quello di essere al terzo posto della classifica costruttori”.


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