Pubblicato il 19/03/2020 ore 11:25

UNANIMITA' TRA I TEAM Come vi abbiamo riportato ieri, nove scuderie su dieci hanno trovato un accordo per il rinvio al 2022 dei nuovi regolamenti della F1 che sarebbero dovuti entrare in vigore nel 2021. Rinvio motivato dal grande ritardo con cui il campionato di quest'anno prenderà il via, a causa dell'emergenza legata al coronavirus. Il team mancante per avere la necessaria unanimità alla modifica era la Ferrari, la quale si è presa un po' più di tempo prima di sciogliere le riserve. Ora, anche il Cavallino Rampante si è schierato a favore di questa decisione, la quale verrà oggi sottoposta in una nuova teleconferenza a Jean Todt, presidente della FIA, a Chase Carey, CEO della F1, e a Ross Brawn, direttore sportivo del Circus.

NIENTE EGOISMI La conferma della posizione del team di Maranello è arrivata da Mattia Binotto. Il team principal della Ferrari ha spiegato: ''Avremo una teleconferenza con tutte le altre squadre, con la F1 e con la FIA per discutere della situazione e dell'impatto che avrà non solo su questa stagione, ma anche su quella successiva. Dobbiamo valutare attentamente ogni aspetto e vedere se è davvero il caso di pensare di posticipare l'introduzione delle nuove regole tecniche previste per il 2021. In ogni caso, la Ferrari è pronta ad assumersi la responsabilità di una scelta che deve essere fatta nel massimo interesse di questo sport, non è certo il momento dell'egoismo e della tattica''.

OSSIGENO PER LE SCUDERIE Se questa proposta verrà approvata, nel 2021 i team utilizzeranno i telai 2020, con la libertà di sviluppo nel 2021 limitata alle parti aerodinamiche. Questo concederà inoltre tempi maggiori per la progettazione e lo sviluppo delle nuove monoposto, profondamente rivoluzionate dai nuovi regolamenti e che faranno così il loro esordio in pista nel 2022. Inoltre, ciò permetterà di alleviare lo stress finanziario sulle squadre, le quale si troveranno a fronteggiare un netto calo delle entrate in questo 2021, conseguenza del minor numero di gran premi che si disputeranno.


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