Autore:
Simone Valtieri

CINA DUE Liberty Media continua a vagliare nuove possibilità per il futuro della Formula 1 e, un po' alla maniera della vecchia gestione Bernie Ecclestone, esplora i mercati orientali. Si fa largo così l'ipotesi di un secondo appuntamento in Cina, nel paese più popoloso del mondo dove però lo sport motoristico per eccellenza non è ancora al top del successo,e, dunque, dove c'è potenzialmente più possibilità di crescita e introiti. Attualmente, e ininterrottamente dal 2004, il Gran Premio della Cina si corre a Shanghai, all'International Circuit della metropoli orientale.

FORMULA ORIENTE Sempre restando all'oriente, nel 2020 vedremo il debutto del Gran Premio del Vietnam ad Hanoi, per cui gli appuntamenti asiatici potrebbero tornare a crescere in Calendario. Nel 2019 saranno cinque (Bahrain, Cina, Singapore, Giappone e Abu Dhabi, considerando Russia e Azerbiajan nazioni "sportivamente" europee) mentre il massimo fu toccato nel biennio 2012-2013 con otto GP (Vi erano allora anche Sud Corea, India e Malesia). A riportare l'indiscrezione è stata l'agenzia stampa cinese Xinhua, che ha parlato anche dell'apertura di un possibile ufficio della Formula 1 a Pechino.

ERRORI DEL PASSATO La conferma è arrivata da Murray Barnett, dirigente della Formula: "Ci piacerebbe avere una seconda gara in Cina, probabilmente non subito visto quanto è già congestionato il calendario (quest'anno sono ben 21 gli appuntamenti in programma). Abbiamo capito gli errori del passato in gare come India e Sud Corea, e ci stiamo assicurando di non ripeterli in futuro." Barnett ha fatto notare anche l'assenza di un pilota cinese che possa fungere da catalizzatore per l'evento, il più "vicino" alla top class è Zhou Guanyu, ex pilota della Ferrari Drivers Academy, da pochi giorni passato al team giovanile della Renault: "Ci piacerebbe vederlo in Formula 1, ma è una scelta che dipende dai team, magari lo vedremo presto al volante."

 


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