CAPPELLO ALLE SPESE Il budget cap, ossia il tetto limite di spese per i team di Formula 1, è ormai una realtà in rampa di lancio. La quota stabilita dopo un lungo processo da FIA e team è di 175 milioni di dollari, un "cappello" che per sette squadre su dieci risulterà ininfluente in quanto le loro spese sono già al di sotto di questa soglia. A essere limitate sono invece le manovre dei tre top team: Mercedes, Ferrari e Red Bull.

SETTE SU DIECI A sottolienare questo aspetto è stato Jean Todt, presidente della FIA, che ha esternato le proprie considerazioni a Race Fans: "La cosa più importante è che siamo concordi sul principio, tuttavia ritengo che il limite impostato sia troppo elevato e - come già detto - debba essere abbassato per avere pieno effetto. Per circa sette squadre su dieci non avrà alcuna influenza, mentre la avrà solo su tre team. In ogni caso, anche così il divario tra quelle tre squadre e le altre verrà ridotto, quindi è una cosa buona."

IMPORTANTE INIZIARE Tra le eccezioni al budget cap ci sono gli stipendi e gli ingaggi dei piloti e dei tecnici di più alto livello, ma anche 15 milioni extra per i costi delle Power Unit e le spese di marketing, ospitalità, alloggio e viaggi. "Alcune parti dei bilanci sono state escluse" - ha proseguito Todt - "Ma penso che l'importante sia stato fare questo primo passo. Era fondamentale iniziare e, una volta avviato, questo processo ci consentirà di passare allo step successivo."

PAROLA DI STEINER Tra chi è d'accordo c'è Guenther Steiner, team principal della Haas, che ha esortato i piloti nel convincere le proprie squadre a sposare il principio del tetto spese: "I piloti hanno ragione a dire che il campo partenti non è abbastanza vicino nelle prestazioni, lo sappiamo. Cosa si può fare dunque? Il budget cap è al momento troppo grande, quindi se i piloti di punta non ne sono contenti, devono semplicemente dire ai propri team di ridurre il limite del budget cap."


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