Autore:
Simone Dellisanti

GOMME SOTTO STRESS C'è una nuova sfida per le gomme Pirelli e porta il nome del Gran Premio di Spagna, che si consumerà sul circuito di Catalogna. La Casa milanese l'affronterà cambiando le carte in tavola, modificando il consueto terzetto di gomme presentato nelle prime quattro gare del Mondiale, ossia: media, soft e supersoft. Proponendo, questa volta, una mescola nuova ai team e ai piloti del Circus, la mescola dura arancione, la hard.

SUPERFICIE RUVIDA Il manto altamente abrasivo e ruvido del tracciato rappresenterà un'ardua prova di resistenza per gli pneumatici Pirelli, soprattutto considerando l'abbinamento con le curve da percorrere ad alte velocità, come la lunga curva 3, un tornante continuo a destra da percorrere in appoggio. Il consumo e il degrado sarà molto alto cosi come il numero di pit stop che potremmo vedere in gara. Il carico verticale sugli pneumatici sarà intenso in modo particolare per l'anteriore sinistra, che sarà la gomma più stressata.

LE STRATEGIE La maggior parte dei team ha comunque puntato ancora sulle morbide, preferendo portare in Spagna solo un numero minimo di set hard.

LE TRE MESCOLE Ecco le mescole che Pirelli porterà in Spagna. 

Orange hard: farà il suo esordio in questo GP Spagnolo, la gomma più dura e più duratura per questo week end di gara, che sarà anche la meno utilizzataWhite medium: Lo pneumatico più versatile a disposizione, un buon compromesso tra prestazione e durataYellow Soft: la gomma più performante, oltre un secondo più veloce rispetto alla gomma bianca ma dalla durata estremamente ridotta.

LE DICHIARAZIONI Paul Hembery, Direttore Motorsport Pirelli: "La Spagna rappresenta sempre un test importante per i pneumatici per via degli alti carichi di energia generati dal circuito, e quest'anno lo sarà ancora di più, anche perché nelle loro scelte i team hanno preferito le mescole più morbide. Ovviamente potranno basarsi sui dati raccolti durante i test pre-stagione, ma in questa fase dell'anno ci aspettiamo temperature molto più alte. Di conseguenza dovremmo avere consumo e degrado più elevati e quindi più pit stop, con molte variabili in termini di strategia durante la gara".


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