Pubblicato il 26/06/20

GAFFEUR STORICO Bernie Ecclestone non è nuovo a dichiarazioni ambigue. La raccolta delle sue uscite spericolate si è arricchita nel corso degli anni, con frasi a volte allucinanti. Qualche esempio? Nel 2009 fu costretto a chiedere scusa dopo aver elogiato Adolf Hitler per ''essere in grado di fare le cose''. Un'altra volta è finito nel mirino delle femministe, affermando che le donne dovrebbero vestirsi di bianco, ''come tutti gli altri elettrodomestici''. Non stupisce dunque che, parlando della lotta al razzismo che Lewis Hamilton sta portando avanti, il quasi 90enne si sia di nuovo fatto prendere la mano.

HAMILTON MERAVIGLIOSO Diciamolo subito, Mister E approva in pieno la battaglia di quello che è senza dubbio il suo pilota preferito dell'attuale F1: ''Lewis è speciale - ha esordito in una lunga intervista concessa alla CNN - In primo luogo, ha molto, molto talento come pilota. Ora sembra essere talentuoso anche quando si alza in piedi e fa dei discorsi. Quest'ultima campagna che sta facendo per i neri è meravigliosa. Sta facendo un ottimo lavoro ed è la gente come lui, facilmente riconoscibile, che le persone ascoltano''.

F1: Bernie Ecclestone e la moglie Fabiana

IL RIBALTAMENTO DEI RUOLI La battaglia di Hamilton e del movimento Black Lives Matter viene ribaltata da Ecclestone quando parla dei possibili effetti per la F1: ''Non credo che porterà nulla di buono o di cattivo per la F1. Farà solo pensare alle persone che cosa è più importante. Penso che sia lo stesso per tutti. Le persone dovrebbero pensare un po' di più e dire: 'Beh, che diavolo. Qualcuno non è lo stesso per i bianchi e alcuni neri potrebbero pensare lo stesso dei bianchi'. In molti casi, i neri sono più razzisti di quello che sono i bianchi''. L'ex Supremo della F1 ha affrontato anche il tema delle statue abbattute dai manifestanti: ''Penso che debbano iniziare a insegnarlo a scuola, così i bambini crescono senza pensare a queste cose. Credo che sia completamente stupido abbattere tutte queste statue. Avrebbero dovuto lasciarle lì. Portarci i bambini e dire loro perché sono lì, cosa la gente ha fatto e quanto era sbagliato ciò che hanno fatto''.

IL CASO DEL 2008 Recentemente, Hamilton ha ricordato un episodio di razzismo avvenuto nel GP Spagna del 2008, l'anno successivo alla difficile convivenza in McLaren con Alonso. Ecclestone ricorda quel caso, ma è stupito dalla reazione del sei volte campione del mondo: ''Sono sorpreso che lo tocchi. Sono davvero infelice se lo ha preso sul serio, non avrei mai pensato che lo facesse. Non pensavo che lo influenzasse. Non so perché la gente lo abbia fatto. Era contro di lui come persona o pensavano ad altro?''. Ecclestone ha aggiunto che ai tempi ne aveva parlato con il padre di Hamilton, ricevemente l'assicurazione che ''tutto andava bene''.

F1, GP Ungheria 2007: Lewis Hamilton e Fernando Alonso (McLaren) nella conferenza stampa post qualifiche

QUEL TENTATIVO DEL 1986 In chiusura, è giusto ricordare che nel 1986 Ecclestone, ai tempi proprietario della Brabham, invitò per un test Willie Ribbs, pilota americano di colore. Il britannico avrebbe voluto portarlo in F1, ma gli sponsor italiani del team volevano dei piloti nostri connazionali (in quella stagione furono Elio de Angelis e Riccardo Patrese, l'anno successivo oltre al padovano vennero schierati Andrea de Cesaris e Stefano Modena) e il debutto del primo nero in F1 sfumò. 

 


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