PRESENTE FIN DALL'INIZIO Novantenne e neopapà, Bernie Ecclestone gode ancora di ottima salute ed è probabilmente uno dei pochi uomini al mondo - se non l'unico - che possa dire di aver attraversato tutta la storia del Mondiale di F1. L'ex Supremo, infatti, era presente a Silverstone nel maggio del 1950, quando si disputò il primo gran premio ufficiale della storia del campionato. Di questo e di altri ricordi della sua lunga vita nel Circus ha parlato nel corso di un'intervista rilasciata a GQ Gran Bretagna, che lo ha premiato con il ''GQ Car Awards Lifetime Achievement award''.

IL GP GRAN BRETAGNA DEL 1950 Tornando a quell'edizione del GP Gran Bretagna, Ecclestone ha raccontato: ''Lo ricordo benissimo. In effetti, in quel fine settimana io stavo gareggiando con una Cooper 500. Non c'erano hotel. Alcune persone avevano la fortuna di avere un camper o qualcosa del genere in cui stare, ma io dormivo in macchina. Me la ricordo: era una Ford Custom americana. L'Alfa Romeo vinse quella gara: fecero primo, secondo e terzo (con Nino Farina che trionfò davanti a Luigi Fagioli, ndr), senza Ferrari iscritte''.
DUE FIGURE CHIAVE A proposito della casa di Maranello, Ecclestone ricorda in particolare due figure incontrate nel corso della sua lunga esperienza nel Circus e uno è proprio Enzo Ferrari, fondatore della Scuderia del Cavallino Rampante: ''Il signor Enzo Ferrari era molto speciale e mi ha aiutato molto. Mi ha insegnato che lo sport è sul tavolo e il business è sotto. La Formula 1 è la Ferrari e la Ferrari è la Formula 1. È così semplice. Colin Chapman era un altro: era un genio e anche un pilota molto veloce''.

MOTORSPORT IS DANGEROUS Soprattutto nei suoi primi decenni di storia, la F1 è stato uno sport che ha dovuto affrontare numerosi lutti. Ecclestone ha visto morire molti piloti che erano anche degli amici per lui. Dopo le morti di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna nel 1994, gli standard di sicurezza si sono enormemente elevati, fino ad arrivare ai livelli attuali che hanno permesso a Romain Grosjean di uscire praticamente indenne dallo spaventoso incidente in Bahrain. Ecclestone ha ricordato un episodio particolarmente toccante e ha poi citato due figure chiave per la sicurezza in F1, l'ex medico ufficiale del Circus Sid Watkins e l'ex presidente della FIA Max Mosley: ''Non vado ai funerali. Se eri vicino a qualcuno, lui lo sapeva. Qual è il punto di andare al funerale? Sono morti, non lo sapranno. Quando Cevert è rimasto ucciso a Watkins Glen, è stato orribile. Era stato praticamente tagliato a metà. Carlos Reutemann era molto scosso, erano compagni. Mi ha detto quello che aveva visto ma poi, quando fu il momento delle prove libere, tornò in macchina. Sembra insensibile, ma è così che era a quei tempi. Continuavi. È molto più sicuro ora, grazie a Sid e Max. Ma non sarà mai completamente sicuro, devi accettarlo''.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la partecipazione a Reazione a catena, programma di Rai 1 dove la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, che si narra sia nascosta in un baule sepolto nel Nordest d'Italia. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



