Pubblicato il 19/06/20

MANOVRE DISCUTIBILI In attesa che si riaccendano i motori, uno dei temi caldi in F1 rimane la decisione della Ferrari di annunciare la separazione da Sebastian Vettel ben prima dell'inizio della stagione 2020. Una scelta che fa discutere, non solo per la sostituzione del quattro volte campione del mondo con Carlos Sainz, ma soprattutto per le tempistiche con cui è arrivata. Di fatto, il tedesco vivrà tutto il suo ultimo campionato con il Cavallino Rampante da separato in casa. Abbiamo parlato delle scelte del team di Maranello con Gianfranco Mazzoni, storica voce Rai della F1, ospite dell'ultima puntata del nostro video podcast RadioBox.

RabioBox puntata 31 con Gianfranco Mazzoni

RAPPORTO IN CRISI Secondo Mazzoni, la scelta della Ferrari è arrivata troppo presto ed è il risultato di un rapporto ormai incrinato con Vettel, con Vettel equamente distribuibili: ''È chiaro che potevano aspettare magari settembre, credo che Sainz avrebbe aspettato fino ad allora, o in caso contrario avrebbero sicuramente trovato un altro pilota disponibile. Non so se ci sono delle argomentazioni interne alla Ferrari che hanno portato a questa decisione e che noi non conosciamo. Nel tempo si era rotto un po' il rapporto di fiducia tra Vettel e il team di Maranello. Il tedesco, ahimè, ha commesso tanti errori e ha pregiudicato con essi ad esempio la stagione 2018. Allo stesso tempo, lui può dire che non aveva la macchina e per questo doveva rischiare tanto in certe situazioni''.

UN DECENNIO DI ERRORI L'astinenza iridata della Ferrari dura ormai da oltre 10 anni e non si può pensare di puntare il dito solo contro i piloti per questa situazione. Mazzoni ha spiegato: ''La Ferrari non vince un Mondiale dal 2007-2008 e in questo periodo ha speso 380 milioni in ingaggi dei piloti e ha bruciato gente come Alonso e Vettel. Ci sono anche responsabilità interne, sull'organizzazione, sulla realizzazione della vettura, a livello politico con l'accettazione dei motori ibridi senza avere il know-how per essere competitivi da subito. Si sono commessi tanti errori, tante situazioni che sono pesate e che vanno valutate''.

2020 SNOBBATO La decisione presa dalla Ferrari, se da un lato rappresenta una conferma dell'investimento su Leclerc, dall'altro mostra un certo desiderio di archiviare rapidamente il 2020, come ha sottolineato Mazzoni: ''Questa decisione presa adesso, significa che non c'è molta fiducia sul 2020. C'è già una squadra spaccata: da quando c'è stato l'annuncio ad oggi, tutta la comunicazione è orientata su Leclerc. Leclerc che fa il film a Monte Carlo, Leclerc che gioca online, Leclerc che fa il modello... di Vettel non sappiamo più nulla. La scuderia sta puntando sul monegasco. Lui ha mostrato delle ottime qualità, ma non dimentichiamoci che ha vinto solo due gare - Belgio e Italia - con il motore che andava al massimo, mentre non ha più ripetuto quelle prestazioni dalla gara in Texas in poi. Ora Leclerc avrà un carico di responsabilità pesante e dovrà farne fronte da solo, perché Vettel non gli darà nessun aiuto. Ciò significa che la stagione 2020 non viene considerata''.

F1 2020: Sebastian Vettel, Charles Leclerc e Daniel Ricciardo

L'ATTESA SI ALLUNGA A rallentare lo sguardo verso il futuro della Ferrari è il regolamento della F1. A causa della pandemia di coronavirus, nel 2021 vedremo monoposto quasi identiche alle attuali, mentre l'attesa rivoluzione regolamentare arriverà solo nel 2022. Ciò significa che difficilmente il team di Maranello potrà ribaltare i rapporti di forza intuiti finora con i test invernali: ''Il prossimo biennio si avrà una squadra giovane che deve crescere. A questo punto credo che gli alibi e le scuse siano finiti. Questo su Sainz-Leclerc è un investimento coraggioso sul futuro, mi sta bene. Però arriviamo da un periodo di anni e anni di errori e di soldi spesi senza ottenere nulla. Secondo me si poteva agire diversamente, si poteva aspettare settembre, si poteva cercare in qualche modo di vivere questa stagione in maniera diversa e poi programmare il 2021-2022. Vedere quale sarà il futuro di Hamilton, provare altre strade. Da un lato è un investimento coraggioso, da un altro lato le tempistiche non sono state le migliori. Bisogna un po' considerare un po' tutto, pilota, macchina squadra, dal 2007-2008 ad oggi fare un bilancio e orientare spese e scelte per gli anni a seguire. Ricordiamo che il 5 di luglio si va in pista e poi le macchine resteranno pressoché identiche per due stagioni. Voglio dire, se questa stagione la butti a mare, non è che dici nel 2021 mi rifaccio, perché il 2021 sarà come il 2020''.


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