Pubblicato il 11/03/2020 ore 13:45

VIETNAM VERSO LO STOP La F1 sta cercando di correre ai ripari per evitare che l'emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus impedisca al Mondiale 2020 di prendere il via. La preoccupazione dei vertici del Circus è aumentata dopo che anche il GP Vietnam, dopo il già cancellato GP Cina, pare vada verso un annullamento per ragioni di sicurezza. Attualmente la nazione asiatica registra solo 38 casi di Covid-19, di cui 4 nelle ultime 24, ma nelle scorse settimane un piccolo focolaio era stato registrato proprio ad Hanoi, capitale nonché sede della gara.

CAREY IN MISSIONE Il CEO della F1, Chase Carey, è volato in Vietnam per discutere della situazione. Una dichiarazione ufficiale sul destino della gara asiatica, che dovrebbe fare il suo debutto in calendario proprio quest'anno, è attesa entro il fine settimana. Finora, gli organizzatori hanno continuato a ostentare sicurezza sulla possibilità di disputare, e a porte aperte, il gran premio, ma le indiscrezioni provenienti da Hanoi parlano di una posticipazione della gara ormai inevitabile.

F1 GP Vietnam, dettagli della palazzina dei box del circuito di Hanoi

OPZIONE BAHRAIN In realtà, l'appuntamento di Hanoi appare sempre più in bilico e Carey si sta muovendo per un piano B. Secondo quanto riporta GPToday.net, la soluzione sarebbe quella di correre due gare in Bahrain. La prima, già in calendario, è prevista per domenica 22 marzo e si sa che verrà disputata a porte chiuse. La seconda prenderebbe invece il posto del Vietnam, domenica 5 aprile. Questo permetterebbe ai team e a tutto il personale del Circus di rimanere in quarantena nel paese arabo, evitando viaggi e contatti con l'esterno. Una necessità diventata impellente dopo i primi tre presunti casi di Covid-19 tra membri delle scuderie registrati oggi a Melbourne.

PROTESTE DAL CIELO Intanto in Australia, dove si registrano in tutto 11 nuovi casi di coronavirus, cresce la preoccupazione per la volontà degli organizzatori di disputare la gara di Melbourne con il pubblico sulle tribune. Alcuni abitanti cominciano a protestare contro l'evento e un singolare sostegno è arrivato da Sidney, con un'enorme scritta ''Stop F1'' apparsa nel cielo della metropoli già sede dei Giochi Olimpici estivi, ma lontana migliaia di chilometri da Melbourne.


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