Pubblicato il 04/09/20

AVANTI DA SOLI A differenza di Renault, McLaren e Williams, la Ferrari non ha intenzione di ritirare il ricorso presentato contro la sanzione inflitta dalla FIA alla Racing Point, per il caso dei condotti freni copiati dalla Mercedes W10 del 2019. Il team di Maranello proseguirà da solo la sua battaglia, dopo che le altre scuderie hanno cambiato idea ritenendosi soddisfatte delle risposte ottenute dalla Federazione. Oltre a una multa da 500.000 euro e a 15 punti tolti alla classifica Costruttori della Racing Point, la FIA ha promesso di fare chiarezza e di modificare il regolamento per evitare che nella progettazione delle monoposto 2021 si possano ripetere altri casi simili.

IN ATTESA DI UNA DIRETTIVA TECNICA Il punto di vista della Ferrari è stato spiegato da Mattia Binotto, durante la conferenza stampa del venerdì pomeriggio a Monza: ''Abbiamo confermato la nostra protesta, quindi abbiamo fatto appello alla decisione dei commissari delle gare passate. Il motivo è che siamo pienamente convinti che quello che ha fatto la Racing Point in questa stagione non sia giusto. Crediamo che sia contro il principio del nostro sport e crediamo che non possa accadere in futuro. A tale riguardo cerchiamo e chiediamo chiarezza alla FIA. Se verranno messi in atto dei regolamenti, o una direttiva tecnica, per il 2021 grazie a cui saremo abbastanza sicuri che non sarà possibile copiare, allora saremo pronti a ritirare il nostro appello''. Non bastano dunque le rassicurazioni arrivate finora dalla Federazione, ma la Ferrari conferma la disponibilità di seguire l'esempio degli altri team. Dal lato opposto, ricordiamo che anche la stessa Racing Point ha presentato appello contro la sanzione ricevuta, insistendo sul fatto di aver operato nel rispetto delle regole.

F1 2020: Charles Leclerc (Ferrari) e Sergio Perez (Racing Point)

FRECCIATA ALLA MERCEDES Binotto ritiene che studiare le soluzioni degli avversari scattando foto e analizzandole sia accettabile, ma quanto fatto dalla Racing Point va oltre: ''Guardare gli avversari, cercare di capire cosa fanno, provare a studiare la loro vettura, fa parte della storia della F1. Non ci vedo niente di male in questo. Penso però che copiare un intero design sia qualcosa di diverso, perché quella è proprietà intellettuale. Credo invece che scattare foto sia sempre stato fatto, non vedo nulla di sbagliato nel fatto stesso''. Il team principal della Ferrari ha concluso chiamando in causa la Mercedes: ''Se fossi stato nella Mercedes avrei protestato contro qualcuno che copia me stesso''.


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