Pubblicato il 02/06/21

MESE DELL'ORGOGLIO Giugno è il ''Pride Month'' e nel primo giorno del mese l'Aston Martin Racing ha annunciato un'importante partnership: la scuderia di Lawrence Stroll si schiera a fianco di Racing Pride con una serie di iniziative per aumentare la consapevolezza della diversità LGBTQ+ in uno sport come la F1, dominato dagli uomini. Racing Pride è un'associazione fondata nel 2019 per creare visibilità per la comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender nel motorsport e per sfidare gli stereotipi negativi. L'apice della collaborazione sarà durante il GP Francia previsto nel weekend del 20 giugno, quando i loghi di Racing Pride appariranno sulla livrea della AMR21.

L'APPOGGIO DEI PILOTI L'iniziativa è stata accolta con favore dai piloti dell'Aston Martin. Sebastian Vettel, che lo scorso anno aveva utilizzato un casco pro inclusività nel weekend del GP Turchia, ha commentato: ''Voglio aiutare a evidenziare la positività attorno al messaggio di inclusione e accettazione. Mi congratulo con le persone che hanno spinto la discussione che ha portato a una più ampia inclusione; ma, allo stesso modo, sono consapevole che occorre fare di più per cambiare gli atteggiamenti e rimuovere gran parte della negatività residua. È fantastico vedere l'Aston Martin dare supporto a questo problema: c'è una lunga strada da percorrere, ma sono davvero contento che possiamo svolgere un ruolo positivo''. Lance Stroll ha sottolineato come questa iniziativa rientri perfettamente nella campagna #WeRaceAsOne lanciata dalla F1 lo scorso anno: ''Come pilota e personaggio pubblico, sono coinvolto nel costruire l'inclusione nel mondo del motorsport. Sono già impegnato nell'aiutare a sviluppare un programma STEM con Cognizant per giovani studenti di ingegneria, ma questa iniziativa è un modo per essere proattivi come squadra nell'abbattere le barriere e promuovere la positività. È anche un ottimo modo per noi di supportare la più ampia iniziativa #WeRaceAsOne della F1''.

L'ESPERIENZA DI BISHOP Probabilmente non è un caso che sia l'Aston Martin a lanciare questo tipo di iniziativa. Il direttore della comunicazione del team, Matt Bishop, è infatti un raro esempio di gay dichiarato all'interno del paddock della F1. Presente nel Circus fin dagli anni '90, prima come giornalista e poi con un ruolo in McLaren, Bishop ha raccontato così la sua esperienza: ''Mi sono sentito come l'unico gay del villaggio, ma ho ricevuto negli anni molte e-mail. Dicevano: 'Sono un meccanico o un ingegnere, e vorrei poter uscire allo scoperto. Devo vivere in segreto, non posso ammettere ai miei compagni di squadra che sono gay'. Anche nel 2021 succede ancora di tanto in tanto e da persone che sono in quella posizione da 15 o 20 anni''.


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