RISCHIO NON AZZERATO Nella F1 del nuovo millennio dove la sicurezza è sempre al centro delle attenzione, e dove i progressi registrati negli ultimi decenni sono stati enormi, una delle fasi potenzialmente più pericolose si vive durante i pit stop, in particolare quando tutti i piloti rientrano a causa di una neutralizzazione della gara dovuta a una Safety Car. Recentemente, i rischi maggiori si sono vissuti nella stretta pitlane di Zandvoort, non adatta a gestire il traffico che si crea in queste situazioni, quando la Red Bull di Sergio Perez ha investito una delle pistole dei meccanici della Ferrari e quando Carlos Sainz è partito evitando per poco un meccanico della McLaren, in una situazione che gli è poi costata una penalità per unsafe release.
SAINZ LANCIA L'ALLARME In casi come questi, anche i limiti di velocità imposti dalla FIA in corsia box possono non essere sufficienti. A Singapore, è stato proprio Sainz a ritornare sull'argomento: ''Per me non sono i meccanici o i team che devono apportare delle modifiche, bensì l'organizzazione della FIA e della F1. L'ho detto una volta e lo dirò di nuovo: un giorno ci sarà un incidente e un giorno sarà una persona ad essere coinvolta per via di quanto tutto sia rischioso quando c'è una Safety Car e tutto stiamo facevo il pit-stop allo stesso momento. Come a Budapest un anno fa, quando ci siamo fermati ai box nel giro di formazione, e a Zandvoort, quando è uscita la Safety Car, è stato il caos e dobbiamo trovare una soluzione perché sento che stiamo mettendo a rischio la salute di qualcuno''.
MODIFICHE NECESSARIE Per ricevere l'omologazione da parte della FIA, ogni circuito in calendario deve rispondere a determinati criteri di sicurezza, ma secondo Sainz bisogna intervenire in maniera più drastica. Ciò riguarda in particolare tracciati che hanno pit lane molto strette e corte, come appunto Zandvoort e Monte Carlo, dove ricavare maggior spazio può essere fisicamente molto arduo: ''Se per ottenere l'omologazione abbiamo bisogno di una pit lane più ampia e più lunga per avere spazio tra le auto, dobbiamo assicurarci che ciò accada. So che dal punto di vista logistico e tecnico non è facile per questi circuiti, ma a Zandvoort mi trovavo in una situazione piuttosto spaventosa e potrebbe succedere presto. È una questione che dobbiamo sollevare''.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.


