Pubblicato il 13/05/21

SELF DRIVING MINIBUS Elettrificazione non è il solo mantra del Gruppo Volkswagen: su guida automatizzata, sperimentazione e applicazione nel mondo reale, a Wolfsburg - parallelamente - destinano altrettente risorse umane ed economiche. Della partnership tra Ford e Volkswagen, espressasi per ora nella partecipazione nella società Argo AI, parlammo proprio pochi giorni fa. Notizia ancor più fresca è quella di VW, divisione Veicoli Commerciali, che battezza il suo futuro van elettrico ID.Buzz come suo primo cavallo di battaglia a guida autonoma. Lo sviluppo è già iniziato e quest’estate i primi prototipi saranno testati sul campo in un’area nei pressi dell'aeroporto di Monaco di Baviera. Prime consegne - ma anche primi trasporti di persone - previsti per il 2025, nella città di Amburgo, tramite la società Moia, affiliata al Gruppo. Sogno o realtà?

VW ID.Buzz

A FAVORE La scelta di ID.Buzz come ricognitore della new mobility suona azzeccata: i veicoli commerciali leggeri sono i primi mezzi dove è logico impiegare tecnologie per il trasporto autonomo di persone e merci. Ampio sembra inoltre il potenziale tecnologico sul quale si fondano le ambizioni di Volkswagen: già oggi, gli speciali sensori LiDAR di Argo AI, capaci di ruotare su se stessi di 360 gradi, sono in grado di riconoscere oggetti posti fino a 400 metri di distanza con estrema precisione. Inoltre, nella specifica modalità Geiger i LiDAR rilevano anche la più piccola particella di luce, individuando anche oggetti che riflettono poco, sia di giorno che di notte, fornendo in definitiva rappresentazioni dei dintorni impensabili soltanto pochi anni fa. Tutti fattori che lasciano immaginare come nel 2025 trasporto e consegne a guida autonoma potranno svolgersi senza particolari inconvenienti. Quali invece i possibili ostacoli?

Argo AI, sensori LiDAR occhio di falco

A SFAVORE Proprio come l'auto elettrica, anche l'auto a guida autonoma funziona bene solo se assistita da un ecosistema favorevole. E se nel caso della propulsione a batterie è sufficiente puntellare il territorio di stazioni di ricarica, nel caso della guida senza conducente gli elementi in gioco sono assai maggiori. Segnaletica (orizzontale e verticale), connettività tra auto (Car-to-Car) e infrastrutture (Car-to-X), non ultimo la fiducia degli utenti. Per quanto i test avranno nel frattempo eliminato (o quantomeno avvicinato allo zero) il grado di rischio del servizio, è ancora prematuro stabilire se tra quattro anni il pubblico sarà disposto a salire a bordo di un pullmino senza autista. A occhio, il 2025 sembra una scadenza un filo ottimista. Volkswagen ha tuttavia in mente un progetto serio. E saremmo ben felici di venire sconfessati di persona proprio da un robo-ID.Buzz, che ci scarrozza in piena sicurezza.

Navette autonome: sogno o realtà?


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