Pubblicato il 12/03/21

FANNO SUL SERIO Lo so, detta così fa ridere, ma è tutto vero. Per capire se la guida autonoma di livello 2 aumenti o diminuisca l'attenzione del conducente, l'IIHS – Insurance Institute for Highway Safety, organizzazione che si occupa di sicurezza stradale negli USA – ha pensato di mettere in piedi un esperimento. Protagonista, un orso peluche legato al paraurti di un'auto.

L'ESPERIMENTO L'IIHS ha ingaggiato 3 diversi gruppi di guidatori, che si sono alternati al volante di una Mercedes Classe C per un'ora, in autostrada. Il primo gruppo, abituato a sfruttare regolarmente la guida autonoma di livello 2, ha attivato i sistemi. Il secondo gruppo, non molto affine con questo tipo di tecnologia, ha comunque attivato gli ADAS. Infine il terzo gruppo, non a suo agio coi sistemi di assistenza alla guida, li ha tenuto disattivati, guidando in maniera completamente manuale. A questo punto entra in gioco l'orso gigante peluche – con tanto di pettorina ad alta visibilità – aggrappato al paraurti di un'auto.

Guida autonoma: un vantaggio, ma fino a che punto?

IL RISULTATO La vettura con pupazzo al seguito ha superato per 3 volte i conducenti della Mercedes, restando circa 30 secondi davanti alla loro vettura, per essere sicuri che l'orso non passasse inosservato. Le telecamere hanno registrato le reazioni dei guidatori e a ciascuno di loro è stato chiesto se avesse notato qualcosa di insolito. E a risposta affermativa, quante volte avesse visto l'orso. Il risultato è stato abbastanza insolito: circa i 2/3 dei guidatori non abituati a usare la guida autonoma di livello 2 non si era accorta della presenza dell'orso, mentre quelli che la usano abitualmente e l'hanno accesa durante questo esperimento, non avevano potuto fare a meno di notare il grosso peluche, con buona precisione anche relativamente al numero di avvistamenti.

Guida autonoma di livello 2: obbligatoria la supervisione del guidatore sui sistemi

CONCLUSIONI In definitiva, per quanto il campione testato sia molto piccolo, l'IIHS conclude che chi è abituato a usare la guida autonoma di livello 2 ha una percezione migliore di ciò che accade intorno a lui. Insomma, la tecnologia permetterebbe di delegare alcuni aspetti della guida in favore di una maggiore attenzione verso altri. Al contrario, però, chi non è abituato, potrebbe trovarsi in difficoltà nel capire il comportamento semi-automatico della macchina, vedendo pertanto calare l'attenzione sulla strada.

IN MEDIO STAT VERITAS La verità, come al solito, sta nel mezzo, probabilmente: a oggi la guida autonoma può permetterci di godere maggiormente il viaggio, a patto di supervisionare sempre il lavoro svolto dai sistemi elettronici. Per godere appieno di una nuova funzionalità, d'altra parte – come testimonia questo esperimento – è necessario conoscerla bene e, senza preparare adeguatamente il guidatore, rischia di essere uno svantaggio, più che un vantaggio. Con un orso peluche gigante, però, qualunque esperimento diventa più divertente.


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