Autore:
Lorenzo Centenari

UBER ALLES Il futuro, quello che talvolta i film di Hollywood ci fanno immaginare, è sempre più vicino. Lo è grazie a Uber, che stavolta prende in parola il proprio nome (dal tedesco "über", "sopra") e anticipa che ben presto guarderà tutti dall'alto verso il basso. Al Web Summit di Lisbona, il Cpo di Uber Jeff Holden ha annunciato l'imminente inaugurazione della divisione UberAIR, servizio di taxi elettrici volanti che dal 2020 decollerà nell'area metropolitana di Los Angeles.

FLYING TAXI UberAIR è un progetto concreto, tanto da aver richiesto la consulenza tecnica della NASA, non esattamente una start up. Fa parte del più ampio programma "Elevate" lanciato poco tempo fa, e a regime potrà contare su una flotta di velicoli 100% elettrici senza pilota a decollo e atterraggio verticale, per 4 passeggeri alla volta, competitivo nei prezzi rispetto agli spostamenti terrestri e soprattutto assai più efficace come forma di mobilità in aree densamente popolateUber stima, ad esempio, che la durata dei viaggi dall'aeroporto di Los Angeles allo Staples Center, nell'ora di punta, spiccando il volo con UberAIR si ridurranno dagli attuali 1 ora e 20 minuti con UberX, a meno di 30 minuti.

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA La scelta di sperimentare UberAIR nella Città degli Angeli non è casuale. Oltre alla prossimità col quartier generale Uber di San Francisco, LA sarà sede dei Giochi Olimpici 2028 e registrerà un afflusso di persone straordinario, tale da richiedere con largo anticipo soluzioni di urban mobility mai viste prima. Chissà se e quando i flying taxi di UberAIR sorvoleranno anche i cieli di Roma e Milano. Città affamate di spostamenti innovativi, anche senza alcuna Olimpiade all'orizzonte.


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