Pubblicato il 03/07/20

GRANE IN ARRIVO Si addensano nubi minacciose sopra Palo Alto. Stando a quanto riportato dal Los Angeles Times, Tesla Motors avrebbe infatti taciuto gravi problemi al sistema di raffreddamento delle batterie di Model S. Uno scandalo che potrebbe davvero costare molto caro all’azienda presieduta dall’eccentrico Elon Musk. Da quanto si evince dalle e-mail aziendali pubblicate solo una settimana fa da Business Insider, e riprese in questi giorni dall'LA Times, dal 2012 al 2016 il Costruttore californiano avrebbe equipaggiato consapevolemente le sue auto con componenti potenzialmente difettosi. Nello specifico, perdite dai condotti del refrigerante in grado di danneggiare irrimediabilmente gli accumulatori, e nella peggiore delle ipotesi, dare luogo a principi d’incendio.

LUCI E OMBRE Secondo le analisi condotte dall’IMR Test Lab di New York, i tubi del refrigerante erano suscettibili di crepe e forature. Sebbene Tesla si sia affidata allo stesso fornitore cinese per quattro lunghi anni, non è sicuro che i problemi all’impianto di raffreddamento siano stati risolti prima che Palo Alto iniziasse a produrre tutto in completa autonomia nel 2016. Resta dunque impossibile stimare il numero effettivo delle vetture interessate da questa anomalia. Non è inoltre chiaro se il problema riguardi anche Model X, che condivide con la berlina Model S lo stesso sistema di raffreddamento, e la cui produzione è iniziata nel 2015.

Tesla Model S in carica

SOTTO INDAGINE? Proprio per fare luce su questi eventi la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia del Ministero dei Trasporti statunitense che si occupa di sicurezza stradale, avrebbe dichiarato di essere “Consapevole delle segnalazioni relative a questo problema'' e che ''se necessario, interverrà sulla base di fatti e dati” . Ribadendo come tutti i Costruttori di automobili siano tenuti a “informare la NHTSA di ogni difetto relativo alla sicurezza entro e non oltre cinque giorni dalla data della scoperta dello stesso, così da poter avviare quanto prima una campagna di richiamo”. Tesla sembra non aver mai emesso tale notifica.


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