Stop vendita auto diesel e benzina dal 2035, il sì dell'Ue. Ma...
Transizione ecologica

Stop a diesel e benzina dal 2035, primo sì dell'Ue. O è un "nì"?


Avatar di Lorenzo Centenari , il 12/05/22

6 giorni fa - Voto favorevole della Commissione Ambiente. Ma restano divergenze

Voto favorevole della Commissione Ambiente dell'Europarlamento, ma restano divergenze sui target intermedi. Bocciati gli e-fuel

Addio ai motori termici, via libera a un mercato auto full electric. Sì a tappe intermedie di avvicinamento al target conclusivo, no a tappe aggiuntive: quelle già in programma sono più che sufficienti. E-fuel? Niente da fare: nulla che non sia 100% elettrico. In estrema sintesi, questa la linea programmatica a favore della quale si è espressa la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo col voto dell'11 maggio scorso. C'è accordo su scadenza principale, non c'è accordo sulle coordinate della tabella di marcia. E l'iter è tutt'altro che finito. 

ROADMAP L'Europarlamento approva dunque (di misura e in via preliminare) il Regolamento Ue che impone alle Case automobilistiche di ridurre le emissioni medie della flotta - rispetto ai valori del 2021 - del 20% entro il 2025, del 55% entro il 2030, infine del 100% entro il 2035. Per i veicoli commerciali, i target prevedono a loro volta riduzioni delle emissioni medie dei nuovi veicoli del 15% nel 2025, del 50% nel 2030 e del 100% nel 2035. Tutto è bene quel che finisce ''bene''? Non proprio.

AL FOTOFINISH Il voto sul manifesto ''Fit for 55'' rispecchia in realtà un sentimento globale, quello rispetto alla progressiva messa al bando delle auto diesel e benzina, che è tutto fuorché dello stesso segno: 46 voti favorevoli, 40 contrari, 2 astensioni. Ancor più discordante, all'interno della Commissione, la visione circa le opportunità sia di introdurre un nuovo obiettivo intermedio nel 2027, sia di correggere al rialzotarget 2030: contrari sia i gruppi parlamentari più conservatori, sia alcuni singoli deputati progressisti. Emendamenti bocciati.

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NO-FUEL La Commissione parlamentare ha respinto invece l’ipotesi di includere nel Regolamento anche i crediti di CO2 per i veicoli con motori endotermici alimentati dai carburanti sintetici (i cosiddetti e-fuel), soluzione caldeggiata sia da alcuni Paesi membri, sia anche da alcuni Costruttori auto (vedi Porsche), oltre che da grandi Gruppi tecnologici (vedi Bosch), persuasi dei vantaggi ecologici che la diffusione di una simile alternativa recherebbe alla mobilità del futuro. Green o no-green? Voto sfavorevole a parte, sugli e-fuel il dibattito resta acceso.

WHAT'S NEXT Dopo il sì della Commissione, il testo verrà ora sottoposto al vaglio del Parlamento Europeo, che in seduta plenaria, tra il 7 e l'8 giugno prossimi, sarà chiamato a confermare o rigettare le proposte. In caso di esito positivo, la palla passerà poi ai singoli Stati membri prima, al Consiglio Europeo dopo. Piaccia non piaccia, la direzione è stata presa: date e soprattutto quote elettriche non sono tuttavia ancora scolpite nella pietra.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 12/05/2022
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