LO SCONTRO DEL 2020 Il nuovo decennio, almeno dal punto di vista automobilistico, segnerà l’inizio di una “battaglia” che sottotraccia già cova da diverso tempo, ma che si farà via via più accesa con l’elettrificazione di massa da parte di pressoché tutte le case automobilistiche.

EV VS PLUG-IN Lo scontro, almeno come lo immagina il CEO di Honda Takahiro Hachigo, sarà tra le 100% elettriche e le ibride, in particolare le plug-in (ossia quelle con una batteria in grado di farle andare in modalità elettrica per qualche decina di km). Secondo l’amministratore delegato della casa giapponese le ibride avranno maggior successo delle elettriche.

Takahiro Hachigo, presidente di Honda

C’È CHI SPINGE SULL’ELETTRICO... Ci sono case che stanno portando avanti massicci investimenti sui veicoli a zero emissioni: senza spingersi fino a Tesla, che produce solo auto elettriche, basta in realtà pensare a Volkswagen, che da qui a dieci anni ha in cantiere il lancio della bellezza di settantacinque modelli completamente elettrici e almeno una sessantina di ibridi, con investimenti che nell’arco dei prossimi cinque anni supereranno i trenta miliardi di dollari. Altri costruttori, come la stessa Honda, prediligono un approccio meno radicale, con una transizione più “fluida”.

... E CHI INVECE PUNTA SULL’IBRIDOL’obiettivo ultimo non è l’elettrificazione in sé”, ha dichiarato Hachigo, “ma il miglioramento dell’efficienza nel consumo di carburante. Crediamo che i veicoli ibridi siano il modo migliore per rispettare le diverse leggi e regolamentazioni ambientali”. Non si può negare che il discorso di Hachigo abbia senso. Nonostante l’hype e il grande battage da parte delle case che più investono in questo settore, le vendite stentano comunque a decollare, bloccate dai costi molto più elevati dei veicoli elettrici, ma soprattutto dalla diffidenza e dal radicale cambio di mentalità a cui costringono. “Ci sono clienti che vogliono davvero le auto elettriche?”, si chiede Hachigo: “Non ne sarei così sicuro. Ci sono molti problemi legati a infrastrutture e componentistica. Non prevedo un aumento sostanziale della richiesta di veicoli a batteria. La ricerca e lo sviluppo dovranno andare avanti, ma non credo che diventeranno mainstream tanto presto”.

La sfida tra ibride ed elettriche è aperta, secondo il presidente di Honda

DA CHE PARTE STARE? La decisione per quale schieramento parteggiare risiede in ultima analisi nella sostenibilità economica per le famiglie, abituate da decenni a un certo tipo di rapporto con l’auto, in termini di spesa d’acquisto, mantenimento e spese vive. L’auto elettrica cambia radicalmente tutto questo: costa di più comprarla, anche se a questo possono contribuire in parte gli incentivi che arrivano dalle amministrazioni (ma la “pacchia” potrebbe finire presto: negli Stati Uniti, per esempio, le agevolazioni fiscali per le auto elettriche stanno esaurendosi). Costa molto meno far andare e mantenere un’auto elettrica, ma rimane il problema atavico dell’ansia da ricarica, da cui non si scappa: se rimani a secco non puoi prendere una tanica, farti un paio di km a piedi fino al distributore più vicino. Con una plug-in, il problema non si pone, perché hai sempre la “tranquillità” mentale di un motore termico. Da ultimo, il problema delle infrastrutture citato da Hachigo esiste, inutile negarlo, e altrettanto innegabile è che ci vorranno diversi anni prima che possa essere anche solo parzialmente risolto. Insomma, come dicevamo all’inizio, la “battaglia” è appena iniziata. Vedremo nei prossimi anni come verrà combattuta.


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