CHI L'HA VISTO La presentazione del piano industriale FCA i primi di giugno, la cerimonia di consegna di un Jeep Wrangler all'Arma dei Carabinieri qualche settimana dopo. Poi, più niente. Per Sergio Marchionne, più nessuna apparizione in pubblico. Le voci di un piccolo intervento alla spalla, e la necessità di stare a riposo per un po'. Fino a quando le sue condizioni non precipitano. Fino al 25 luglio 2018, il giorno in cui esala l'ultimo respiro. Un anno fa, sul mondo auto calò il gelo. Sergio il Grande, sconfitto da un nemico troppo grande, anche per un super manager globale. Sergio Eroe dei due Mondi, capace di salvare in un sol colpo Gruppo Fiat e Gruppo Chrysler. Sergio il capitano d'industria che indossava il pullover e pranzava in mensa con gli operai. 

SERGIO, AMICO MIO "A un anno dalla scomparsa di Sergio Marchionne, l'esempio che ci ha lasciato - afferma il presidente di FCA Group John Elkann - è vivo e forte in ognuno di noi". Proprio col rampollo della famiglia Agnelli, Sergio l'Americano aveva stretto un legame più profondo, che non il semplice rapporto che intercorre tra la proprietà e un amministratore delegato. Come agli incontri con la stampa, quando Marchionne si prendeva carico di ogni risposta, anche alla più scomoda delle domande, e difendeva a spada tratta le politiche di John, quasi lo considerasse un figlio. E sono proprio quei valori di "umanità, responsabilità e apertura mentale", a essere citati ora da Elkann nella sua testimonianza. "A Sergio piaceva descrivere FCA, CNH Industrial e Ferrari come aziende ricche di donne e uomini di virtù. Persone che sentono la responsabilità di ciò che fanno, che agiscono con decisione e coraggio, che non si tirano indietro quando si tratta di dare il buon esempio. Se le nostre aziende sono così oggi, lo dobbiamo anche a lui. Gli saremo sempre grati. Tutti noi lo ricordiamo con immenso affetto".

SPARTIACQUE Con la morte di Marchionne, un'era si chiuse e un'altra si è aperta. Quella raccolta da Mike Manley è un'eredità importante, in un momento determinante per le sorti non solo di FCA Group, ma per il settore delle quattro ruote in generale. Preso il potere, Manley ha da una parte rovesciato alcuni dei progetti del predecessore, vedi la cessione di Magneti Marelli, dall'altra coltivato il Marchionne-pensiero in materia di brand simbolo come Ferrari e Alfa Romeo, insistendo sempre anche sul marchio Jeep, e non solo per averne in passato guidato la governance. Ha infine cercato partner, scartando però quelle alleanze che non rispondevano per filo e per segno alle aspettative. Vedi l'accordo saltato con Renault.

FCA, ONE YEAR LATER Scelte giuste? In 12 mesi, il titolo Fiat Chrysler ha ceduto il 13,4%, ma le azioni Ferrari volano (+32,5%). In Europa, nei primi 6 mesi del 2019 vendite di Gruppo giù del 9,5%, ma è un trend trasversale. Il futuro di FCA è incerto, ma l'ottimismo e il dinamismo non hanno abbandonato il cuore ed il cervello dei suoi capi. Auto elettrica, guida autonoma, servizi interattivi: Marchionne ha aperto la strada, anche quando in cima alla sua agenda c'erano i bilanci da sanare. Super Sergio non c'è più, ma a un anno di distanza la sua impronta è viva e vegeta anche se non sembra. Giusta o sbagliata che fosse, Marchionne aveva una Visione. Ai suoi successori, il compito di non smarrirla mai, una Visione.


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