Autore:
Lorenzo Centenari

SELFIE AL VOLANTE... Posto, ergo sum. Sembra essere questo, nell'Anno Domini 2017, il mantra dei giovani (e meno giovani) italiani. Posto e mi scatto un selfie, e non importa che mi trovi al bar, in camera da letto mezzo nudo, oppure (ahimé) alla guida dell'auto. Quel che conta, è convincere "amici" e fan che la nostra vita quotidiana è più speciale della loro. Talmente speciale che può capitare, una mattina, di ritrovarsi nella buca delle lettere una multa davvero singolare. Dovuta all'uso improprio dello smartphone al volante, ma soprattutto ricevuta grazie alla nostra inconsapevole complicità. Una vera e propria multa capolavoro.

CATTURATI NELLA RETE A sollevare il tema è il portale di informazione e consulenza legale La Legge per Tutti. Se ci fotografiamo mentre guidiamo nel traffico, o peggio ancora ci riprendiamo con la videocamera del cellulare tenendo una mano sul volante e l'altra che impugna il dispositivo, e in seguito pubblichiamo il documento su Facebook o su qualsiasi altro social media, siamo passibili di sanzione anche in forma retroattiva. Polizia e carabinieri non passano al setaccio soltanto la rete stradale, ma anche la rete Internet. E se ne servono come contenitore di prove per elevare contravvenzioni avvenute anche in passato. Se quindi le Forze dell'ordine accertano un comportamento inadeguato, e dimostrano di non aver potuto contestare immediatamente l'infrazione, sono autorizzate a comminare la multa e a recapitarcela a casa. Se la notifica giunge a domicilio entro 90 giorni dall'episodio, siamo spacciati.

EFFETTO BOOMERANG Capito? Scattarsi selfie o videoriprendersi col proprio smartphone mentre si guida, per poi ingenuamente condividere con la community le proprie imprese canore, la propria opinione (spesso non richiesta) sui più recenti fatti di cronaca, oppure semplicemente chiedere l'approvazione del pubblico sull'operato del proprio parrucchiere, equivale a caricare in auto una telecamera di videosorveglianza. In termini gergali, non è un po' come tirarsi la zappa sui piedi

A MANO LIBERA Qualunque spirito di buona volontà sarà d'accordo che filmarsi o fotografarsi alla guida sia un comportamento pericoloso, dal momento che richiede concentrazione e impone di abbandonare, anche se per pochi istanti, lo sguardo e le orecchie dalla strada. E anche chi osservasse che scattarsi un selfie non è imprudente quanto telefonare o inviare messaggi di testo, gesti che notoriamente la legge punisce (e ora anche più severamente che in passato), ebbene, è male informato. Il Codice della strada, all'Art. 173 comma 2, afferma infatti che "è vietato al conducente di fare uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici, ovvero di usare cuffie sonore. {...} È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie, e che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani". 

QUANDO IL POST NON FA PIU' RIDERE Anche coloro, infine, che credessero di aggirare il problema agganciando lo smartphone a un supporto rigido, liberando così le proprie mani, prestino comunque molta attenzione: il Codice stabilisce anche che " il conducente deve mantenere il controllo del proprio veicolo, in modo tale da poter compiere tutte le manovre necessarie, in condizioni di sicurezza e garantire il tempestivo arresto dell’automobile". Se l'agente si sveglia di cattivo umore, potrebbe quindi ugualmente sanzionarvi. Insomma, liberi di postare quello che si vuole, da un selfie innocente a una filippica in diretta dal proprio account di Facebook. Ma per favore, solo una volta spento il motore. Se proprio non resistete e vi riprendete anche alla guida, salvo qualche mese dopo ritrovare il vostro viso sorridente su un verbale della Stradale, non perdete l'autoironia. Postate anche la multa.


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