Il Costruttore giapponese avrebbe taciuto sui compensi dell'ex top manager. L'impatto sulla possibile fusione tra Renault ed FCA
E IO PAGO Vittima e colpevole in un colpo solo. Lo scandalo Ghosn ha indubbiamente indebolito Nissan e l'immagine del marchio sulla piazza finanziaria internazionale (assai meno, invece, in chiave commerciale), tuttavia è il Costruttore stesso, ora, a pagare di tasca propria. il membro jap dell'Alleanza rischia una multa da 4 miliardi di yen (quasi 40 milioni di dollari): la ragione, quella di non aver segnalato alle autorità le anomalie dei compensi del suo ex presidente, accusato (tra le altre cose) di aver distratto fondi aziendali a scopi personali.
ALTRI GUAI Per Nissan le grane non sono finite qui: in patria (per fortuna, solo laggiù) un monte di qualcosa come quasi 500.000 auto verrà sottoposto a richiamo ufficiale causa difetto di scheda elettronica, possibile origine di corto circuito, anche di incendio in casi estremi. Tra campagne di richiamo, super multe e negoziati con Renault per stabilire quale influenza i due membri dell'Alliance debbano in futuro avere uno sull'altro, per Nissan è un'estate quantomeno travagliata. Senza contare lo stress che comporta la telenovela FCA-Renault, la cui fusione in larga parte dipende proprio dallo spirito di collaborazione dell'attore orientale.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.




