Autore:
Lorenzo Centenari

CORSA A OSTACOLI Anno nuovo, auto nuova. Questo, almeno, è ciò che le Case si augurano frulli nei progetti delle famiglie europee, un bacino che nel 2017, al mercato dell'automobile, ha impresso una spinta notevole. Le vendite di autoveicoli sono cresciute lo scorso anno del 3,4%, oltrepassando quota 15 milioni di unità. Il 2018 si profila tuttavia come stagione leggermente più difficile: troppi i fattori che remano contro un ulteriore passo avanti del mercato, dalla Brexit alle severe politiche comunitarie sulla progressiva riduzione di emissioni di CO2. Secondo l'Acea, l'Associazione europea dei costruttori, andrà bene se verrà centrata una crescita dell'1%.

AVANTI PIANO A formulare una previsione tanto prudente, quanto consapevole, è il presidente dell'Acea Carlos Tavares. "Il settore ha riguadagnato gli standard precrisi, tuttavia la ripresa - sostiene Tavares, numero uno del Gruppo PSA - continua ad essere assai fragile. Questo perché gli obiettivi imposti dall'Unione Europea in materia di riduzione delle emissioni di CO2 per auto e veicoli commerciali sono ambiziosi, tanto da oltrepassare persino gli accordi siglati in sede COP21 e mettere a rischio la competitività globale dell'industria continentale". D'accordo, quindi, la salvaguardia del clima. Purché le misure non siano tali da impoverire il mercato, e imporre ai costruttori cambi di rotta innaturali.

TUTTO E SUBITO? In sostanza, quello che Tavares lamenta è un programma politico invadente che non tiene conto degli sforzi progressivi dell'industria sul percorso di avvicinamento all'auto elettrica, imponendo invece come unica via d'uscita l'alimentazione a batteria. "Bruxelles - spiega il manager portoghese - si è posta target ecologici molto impegnativi da rispettare. Specialmente alla luce di una rete infrastrutturale e di una quota di vendita di auto a basso impatto ambientale ancora moltro frammentata da Paese a Paese, essendo essenzialmente legata al Pil procapite. Ok gli obiettivi, ma premiando anche quelle tecnologie - conclude Tavares - alternative all'elettrico". 

IL VERDE È DI MODA Che sia stata ispirata dall'Unione Europea o dai singoli Governi nazionali, nel 2017 l'auto green ha in ogni caso registrato un boom senza precedenti. Da gennaio a dicembre, i carburanti alternativi sono cresciuti su base annua del 39,7%, stabilendo anche nel quarto trimestre un aumento del 35,1%. Il market share europeo di auto elettriche ed ibride si assesta così al 5,7%, mentre isolando il ragionamento ai soli veicoli a zero emissioni, il tasso Ue ammonta all'1,4%. A trascinare verso l'alto l'indice di sostenibilità del mercato auto sono stati soprattutto Spagna (+90,8%), Germania (+76,8%), Regno Unito (+35,6%) e Francia (+33,4%).


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